martedì 9 febbraio 2010

OGM: punto di non ritorno

Batto spesso il medesimo chiodo, ma... abbiate pazienza, accade tutto sotto i nostri occhi ed è la nostra terra, la nostra vita. Ne avevo già parlato, qui. Stamane però leggo un articolo, mi strofino gli occhi più volte (forse sono ancora un po' insonnolita, e sto capendo male), "no Sarah, hai letto proprio bene". Non bisogna essere degli ambientalisti sfegatati, non bisogna essere necessariamente vegetariani, non a tutti i costi degli animalisti agguerriti, bisogna solo volersi un po' di bene per capire che così... non andiamo da nessuna parte. Oh, si, da una parte si... sotto terra, presto. Ok, per chi avesse voglia riporto parte di un articolo pubblicato da Marcello Pamio, ieri 8 febbraio 2010, porta il nome di OGM: punto di non ritorno.
Vi consiglio di leggerlo interamente nel link qui sopra... e non fate i furbi, che la parte finale, è quella più importante ;)

Entro aprile 2010 gli ogm faranno il loro ingresso nell’agricoltura italiana. Parola del Consiglio di Stato!
Il più alto organo della “giustizia amministrativa” italiana, ha sentenziato il 19 gennaio 2010 (con sentenza depositata in Segreteria), almeno sulla carta, un punto a favore (e palla al centro) dei colossi del biotech.
I giudici amministrativi hanno accolto il ricorso di Silvano Dalla Libera, vicepresidente dell’ Associazione Agricoltori Futuragra, un’associazioneculturale” di Vivaro a Pordenone, composta da circa 500 imprenditori agricoli che vogliono a tutti i costi coltivare gli ogm, in particolare il mais (Mon 810) della Monsanto (leggi Pfizer).
Il sito ufficiale di tale “associazione culturale”, è un poutporri di propaganda disinformativa in merito agli organismi geneticamente modificati.
“La sentenza è inappellabile - dichiara pubblicamente Silvano Dalla Libera - e la sua “mancata applicazione…creerebbe un danno enorme all’agricoltura italiana!
Il vicepresidente di Futuragra parla di danno all’agricoltura italiana se gli ogm verranno bloccati, e non parla invece del danno alla salute delle persone, se gli ogm entreranno nella catena alimentare diretta (visto che già ci entrano attraverso quella indiretta cioè l’alimentazione animale: il 92% dei mangimi per animali sono etichettati ogm)!

Facciamo un po’ di chiarezza per capire cosa è effettivamente avvenuto.
Silvano Dalla Libera nel 2007 si era rivolto al Tribunale dopo che il ministero delle Politiche agricole gli aveva negato l’autorizzazione alla semina di mais ogm, per la mancanza dei piani regionali di coesistenza. Dopo un primo pronunciamento del T.A.R. e un ricorso ora arriva la decisione finale del Consiglio di Stato.
Questo non significa assolutamente che gli agricoltori italiani possono e potranno seminare mais ogm! È molto probabile e se lo augurano tutte le persone intelligenti e consapevoli che non hanno alcun interesse economico, che il Ministro Luca Zaia impedisca di fatto la coltivazione, visto che ben sei paesi dell’U.E., Francia, Germania, Austria, Ungheria, Grecia e Lussemburgo hanno bandito il mais transgenico Mon 810 della Monsanto.
Nonostante la maggioranza degli italiani (il 74%) sia contraria al cibo frankenstein, nonostante sempre più evidenze scientifiche tenute ovviamente nascoste, dimostrano che gli ogm non sono la panacea per la fame nel mondo, ma creano problemi seri di salute a terreni e consumatori, la domanda sorge spontanea: perché vogliono a tutti i costi farceli mangiare?
Certamente le pressioni economiche sono incommensurabili, e la politica, da che mondo e mondo, è alla mercè del potere finanziario. Non sbagliava il grande poeta statunitense Ezra Pound quando denunciava il servilismo della politica nei confronti dell’economia (“i politici sono i camerieri del potere economico”).

Business da capogiro
La d.ssa Marina Mariani, agronoma, esperta in ogm e docente di legislazione e sicurezza alimentare al Politecnico del Commercio di Milano, a tal proposito ricorda che nel mondo gli ogm più coltivati sono prevalentemente sei: soia, mais, colza, cotone, riso e frumento. Oltre 125 milioni di ettari sparsi in 23 paesi, diffusi principalmente negli Stati Uniti, Argentina, Brasile, Canada, Cina e India.
Nonostante questo, a tirare le fila dell'immane mercato sono davvero in pochi: cinque colossi multinazionali, quali Monsanto, Du Pont, Syngenta, Bayer Crop Science e Dow.
Da soli gestiscono il 35 percento del mercato mondiale delle sementi, alimenti base per il 50% della popolazione mondiale!
Un business da capogiro.

Le aziende interessate all’affaire ogm, non sono piccole società o ridicole associazioni pseudo culturali, ma i più potenti gruppi della chimica e farmaceutica planetaria, i quali speculano e guadagnano miliardi di dollari ogni anno non solo nelle sementi brevettate o nei pesticidi cancerogeni, ma soprattutto nella creazione di malati!
Nel solo mondo occidentale, il cosiddetto “mercato della malattia”, surclassa quello delle armi e del petrolio.
Noi tutti pensiamo che i mercati del petrolio e delle armi siano i più floridi, ma non è così nella realtà.
La malattia è il mercato più attraente che esista, anche perché oltre all’indubbio guadagno economico c’è anche il controllo delle masse: una persona ammalata non è libera!

Quindi da una parte ci mettono a disposizione:
- Sistemi di coltivazione velenosi e tossici per l’ambiente e quindi per l’uomo che a lungo andare indeboliscono la salute dei terreni e dell’uomo stesso, predisponendoci alle malattie;
- Sementi che muoiono ogni anno costringendo i coltivatori a comperarli a fine raccolto, rendendoli sempre più schiavi al Sistema monopolistico (vedi cosa sta accadendo nel mondo in paesi come India, Iraq e moltissimi altri;
- Alimenti modificati geneticamente che lentamente ma inesorabilmente avvelenano l’organismo animale e umano;

Punto a)
Una volta che la popolazione è sempre più ammalata, le stesse corporation stenderanno gentilmente le mani offrendoci pillole, vaccini, esami, operazioni, farmaci contro quelle malattie da loro stesse create e incrementate a tavolino!!!

Punto b)
Quando dal punto di vista economico saranno strozzati tutti i coltivatori convinti, come quelli di Futuragra e anche quelli restii agli ogm, a causa dell’infestazione e diffusione a distanza delle spore, le corporation avranno nelle loro mani l’intera produzione di alimenti globale. Controllando la produzione alimentare avranno ovviamente il controllo della vita di centinaia di milioni di persone.

mercoledì 3 febbraio 2010

Psyche


I'm looking for you in the woods tonight,

I'm looking

Looking for you in my flashlight, I'm searching

From in the high or down the ocean

And I face myself in reason

Gain the wolf

Gain the wolf

Conjure me as a child

Slipping down a webside

Stretch up I cannot reach him

Jumping up they drag him from the water

I watch them march him into life

I watch them take him from the pale

Into the sky for your eagle eye

The sun seeds a sickle and a scythe

Ridicule they won't allow

Quench abuse and let love flower

Rip the cage out of your chest

Let the chaos rule the rest

Show without showing

What you know without knowing

Twigs snap eye / I catch no canoe only you and me

Alone on the ol' teal sea

Dissolving who we are

Call out for yesterdays destiny come

We're on a foreign shore

It was your mark of falling

I was the car still running

And when you call i'll be your shield for life

And if you feel it you will fly

The sun should have been with me

When I was set to fall in

As I was set to fall in

As I was set to fall in

As I was set to fall in

As I was set to fall in

As I was set to fall in

As I was set to fall in

As I was set to fall in

As I was set to fall in

As I was set to fall in

As I was set to fall in

As I was set to fall in

As I was set to fall in

lunedì 25 gennaio 2010

LeggeroComeL'Aria


Firmerei con il mio stesso sangue. Ora. Anche io vorrei arrivarci così. Che 91 anni di salute non sono uno scherzo, soprattutto se hai dormito nel porcile con i maiali, se hai fatto la guerra, se hai cambiato mille lavori diversi per non soffrire la fame, se hai coltivato una vita la terra, se non hai mai preso una medicina, se hai voluto bene a tutti... ma proprio a tutti. Sempre e comunque. Oggi te ne vai A., ci lasci tutti ai piedi di questo letto, un'uscita migliore non la potevi fare (senti a me), che l'abbiamo sentito tutti che le tue ultime parole sono state “mo che esco me compro 4 kg de bucatini”. E abbiamo riso, tra le lacrime, abbiamo riso. Solo tu te ne potevi andare così. Te li metterò sulla cassa i bucatini A., te lo prometto, magari per attenermi alle tradizioni cristiane, li lego per bene a un bel mazzo di fiori (anche se tu avresti preferito una cotica di lardo e una manciata di fagioli). Alfia ci ha visto arrivare all'orto e ci ha fatto le feste, ma non come le faceva a te, ha capito tutto lei, in quegli occhi di cane intelligente sono passati mille pensieri: “ok si, mi darete da mangiare (anche se addio cotiche e fagioli), ma chi mi laverà la faccia con la spugnetta la mattina? E c'è da rifare il materasso nel garage, niente storie...d'estate me lo dovete mettere fuori, al chiaro di luna, come faceva A... E non provate a chiamarmi Asia come facevate all'inizio, lui ha deciso Alfia e io Alfia mi chiamo!”. Anche i gatti ci hanno fissato con diffidenza e tristezza, che sugli addominali di A... si stava di un gran comodo. Che nella vita tua non c'hai mai avuto un vizio A. e quei 2 euro al giorno che spendevi era per comprarci da mangiare “alle bestie che m'aspettano giù all'orto!”. Ci penseremo noi a tirare avanti la bracca A., non ti rammaricare...galline, gatti e Alfia compresa; la villa del tedesco non la molleremo in custodia a qulcun'altro, c'hai lavorato 30 anni della vita tua, non butteremo all'aria il sudore che hai versato. Certo, l'insalata che coltivavi in quella vasca di fine 800 non verrà su come veniva a te, l'albero di cachi non sappiamo potarlo, e i broccoletti che sono ormai pronti, li taglieremo alla buona... ti farai due risate a vederci coperti di fango, già ti sento: “lasciate sta ao...che non sete boni a tajalli!”. A. ci rimarranno in mente i tuoi occhi buoni, le tue poche parole, le tue grandi mani. A me, in particolare, rimarrà in mente il tuo mezzo busto oltre il davanzale della finestra, io e Ale sul motorino che ridiamo alla tua voce forte e decisa che ci urla: “metteteve l'ermetto!”. E mo bella pezza che c'hai mollato eh A.?! Chi la sostiene mo tua moglie?! Che solo tu c'hai avuto la pazienza di sposartela e di tenertela 62 anni... Stai tranquillo anche per questo, non la lasciamo mica sola... quel ciclone di 38 kg. T'ha stressato una vita, ma se la vedessi ora come piange sulla tua mano, quando vi rivedrete... lì, in quel posto ben preciso di cui ignoro l'esistenza... non fare la spia, ma t'ha chiamato “Amore!” mentre te ne andavi.... Schhhh. Noi ci speravamo al secolo, davvero A., ti avremmo fatto una festa con i contro fiocchi, con tanto di vinello e zuppa, cazzo! A.... quante volte te l'avevo detto che a vedere Fede su 4 ti sarebbe venuto un colpo?!
Ti voglio bene. Ciao nonno.

lunedì 18 gennaio 2010

Panta rei os potamòs


Da queste parti funziona così. E' una vita che tutto gira in questo senso. Se Cristo s'è fermato ad Eboli, qui da noi non c'è manco passato. Due possenti padroni regolano le nostre vite, è proprio come diceva “l'Apache”: “A sto paese il vento ti sballotta da una parte all'altra e l'acqua ti porta via!”. Poi, di norma, seguiva un bestemmione, ma quello stava bene in bocca a lui, non a me. Bisogna esserci portati. E' un dono di natura, si sa. Ed è così, non so dalle altre parti, ma qui è così. Il “ventodiqui” non ha pietà, soffia incessante, noncurante, sempre e comunque... che a dirla tutta non sappiamo se benedirlo, perché ci fa respirare d'estate, o se maledirlo, perché ci taglia la faccia tutto l'anno e ci manda il cervello chissà dove. Il ”ventodiqui” non è manco poi così sconosciuto eh, che qualche anno fa vennero un bel gruppo assortito di scienziati baffuti dalla Germania, vennero perché non tornavano i conti: “Cinquemila anime e tutta sta gente fuori di senno?! C'è una percentuale di pazzia un tantino elevata per la densità di popolazione...”. Ce lo fecero notare loro, che noi, ad essere sinceri, mica c'avevamo fatto caso! Uno ci nasce in un posto, ci cresce, e vede sempre le stesse facce (sane o schizzate che siano), tutto alla fine sembra “normalità”. Sarà che di “soggetti o situazioni pericolosi” non ne abbiamo mai notati, è importante che si sappia in giro che i “nostri pazzi” sono educati... a meno che uno non si scandalizzi di qualche imprecazione fantasiosa del caro scomparso “Apache”, che non si spaventi quando “Il Falco” vuole far vedere per forza sua moglie a tutta la piazza (una vecchia foto di giornale ritagliata alla meglio dove la Muti sfoggia i suoi anni migliori), che non si chieda dove ce l'abbia nascosto il microfono “Ciampitt” quando passa sui rollerblade urlando di politica e donne, che non svenga quando passa quel cocktail micidiale di profumi nel quale “Marinè” si tuffa ogni santo giorno (dopo essersi infilata i suoi 25 orecchini per orecchio, ovvio). “Ventodiqui” ne ha fatte altre di vittime, ma i “prodotti tipici” di un posto non vanno sputtanati tutti insieme, cercate di capire. Fatto sta che il padrone “ventodiqui” non lavora solo, quella che ha stretto con “acquadiqui” è un'associazione bella e buona... che se uno ti stranisce e ti fa perdere il senno, a l'altro basta un secondo per portarti via. “Acquadiqui” si palesa con quattro letti bagnati, di cui due di buona portata che, non felici, in mezzo al paese, si uniscono. Ed è in questo preciso punto che accade, ogni volta... solo noi sappiamo quanti se ne sono andati a sta maniera: chi per sbaglio, chi per volontà propria, sono scivolati tutti giù... ormai troppo lontani dalla vita reale e subito un tutt'uno con il liquido primordiale.
Come versare una brocca d'acqua in un oceano, prova un po' tu a recuperarla...

sabato 26 dicembre 2009

Auguri in differita



Ok, ok, un passo alla volta.
Non sto qui a raccontarvi minuto per minuto la disavventura "euro tunnel" e il tempo shock di Parigi e Londra, sappiate solo che per tornare a casa c'ho messo tre giorni. Tre, dico e ribadisco tre, un viaggio della speranza che mi ha fatto capire in minima parte cosa voglia dire essere clandestini (passatemela, ne va del titolo del mio blog...). Le stazioni di Londra e il porto di Dover non sono comode per il pernottamento: non c'è riscaldamento e il pavimento è di marmo. La stanchezza era tanta che sono riuscita persino ad appisolarmi dentro la stiva del battello, all'interno del bus che mi avrebbe poi dovuto portare a Lille, in Francia. Ma il bello doveva ancora arrivare: dopo aver raggiunto Parigi (ennesima odissea) ho pagato 70 € per pernottare nella bettola più lurida e fetida che io abbia mai visto. Non ho potuto manco lavarmi per assenza di acqua calda e alle tre di notte c'ho avuto anche un sorcio in camera... fortuna che a me piacciono gli animali. Tutto questo per motivare la mia assenza e i miei auguri (dettagliati e singoli) mancati... mi appello alla vostra clemenza ;)
Commento volante da turista: Parigi è bella, ma forse la idealizziamo troppo e sono rimasta piuttosto delusa, i parigini li metterei volentieri alla ghigliottina (so che generalizzare non è carino), ho trovato solo gente presuntuosa e in ben due negozi mi volevano fottere con il prezzo. Sì che sono Italiana, ma mica siamo tutti idioti!
Londra mi è piaciuta tanto tanto (assurdo, non gli avrei dato una lira), l'architettura è caratteristica e le chiese gotiche sono spettacolari. Il Tamigi è enorme e tutto il parlamento con tanto di big ben affiancato, fanno la loro scena. Nella linea della metro Piccadilly avrei almeno sperato in un monumento funebre a VxVendetta :) Sono un'eterna sognatrice! Portobello Road mi ha colpito sopra ad ogni cosa, non ho mai visto un mercato di cosine vecchie così grande, roba da passarci una settimana. Il Britisch Museum è un pozzo di ricchezza infinita, ma è anche lo specchio dell'Inghilterra colonizzatrice di innumerevoli popoli: ho ammirato tutti e 2 gli immensi piani del museo, ma avrei preferito che quella roba fosse rimasta nel suo luogo di provenienza.
Ah, il cibo, fa schifo.
Piccolo dettaglio non trascurabile: Sappiate che ovunque, al di fuori del nostro bel paese, ci ridono in faccia per Berlusconi. Non è stata una bella sensazione.
Rimettere piede a casa è stato fantastico, non c'è nulla da fare: sono una pantofolara nata.
In ultimo, ma non per importanza: tra i regali di natale c'hanno mollato fuori al canile 6 cuccioli stupendi, so che tutti voi siete lontani ma se avete la possibilità di spargere la voce e aiutare noi volontarie a trovare ad ognuno di loro una casa e dell'affetto... ve ne siamo grate!
Un grosso grosso bacio e anche se in ritardo... AUGURI!!!

lunedì 14 dicembre 2009

breack

Cari assidui, fedeli, lettori (ehm ehm...)
sto via, come si dice dalle mie parti "un'anzigna" (un pochino). Non vi strappate i capelli, non profanate luoghi sacri e non commettete atti impuri (è chiedere un pò troppo eh?!).
Io torno presto, ma che dico presto... prestissimo.
E' una promessa.
Un bacio

lunedì 7 dicembre 2009

Un baol per amico



Questo piccolo post lo voglio (e lo devo) dedicare ad un caro amico. Voglio ringraziarlo perché s'è sparato 3 ore di fila alla feltrinelli, perché ha comprato l'ultimo libro del mio scrittore preferito, perché ha abbracciato Ammaniti al posto mio (li mortacci sua come rosico), perché lo ha obbligato ad autografarmi il libro, perché ha impacchettato il tutto e lo ha spedito a me (pagando per giunta anche un supplemento di spedizione extra), perché insieme al regalo c'era una bella "letterina" (baol scrive come le femminucce per bene, tutto ordinato!!!)...ma soprattutto perché lo ha fatto con spontaneità ed allegria. Grazie Mimmo, davvero. Ti abbraccio fortissimo.