sabato 14 novembre 2009

Un pomeriggio al cazzeggio e la giusta compagnia...

Mica ci sono tornata per i cinesi, assolutamente no. Mica ci sono tornata per la merce, mai viste tante cose inutili tutte insieme (lo ribadirò fino alla morte). Ci sono tornata per Lui. Ovvio. Cioè, ci sono tornata "con" Lui. Vale la compagnia no?! Non il posto. Solita trafila: appuntamento alla stazione centrale, una pizza al volo (da Gennaro eh, mica bruscolini!), e poi... "dove andiamo?". Io già glie l'avevo detto a Giò... "sicuro andiamo all'Ipercina". Lui aveva preso da subito la palla al balzo e aveva acconsentito senza troppe chiacchiere. "Prima però passiamo al Saturn, che mi s'è rotto il fax al negozio e lo devo ricomprare". "E Saturn sia". Infatti Saturn fu: mai travaglio più grande attanagliò essere umano dinanzi la scelta vitale di un fax. "Questo può andare, ma ci devo pensare... e le ricariche costano tot, di st'altro fax quanto costano?... non è che c'ha la cornetta piccola?... sono parecchio indeciso...". Io lo seguo nei ragionamenti i primi 2 minuti netti, poi lo abbandono e vado alla ricerca di una chiavetta usb bluetooth. Lo ritrovo con gli stessi identici quesiti un quarto d'ora dopo e decido per lui: "compri quello li, forza!". Riusciamo finalmente a pagare, io smollo 7€ per la mia chiavetta (prezzo civetta 6.99€), lui compra sto benedetto fax, faccio per uscire e Giovanni dice alla commessa... "mo fuori sai che storie che non c'avete il centesimo di resto?! Minimo pianta na grana un'ora!". Io lo fulmino :"la smetti di fa il brillante?!".... la commessa ride (per gentilezza?!). Ed eccoci dentro, all'Ipercina è già Natale, Babbi Natali cinesi ovunque, c'è un'aria quasi inquietante... io mi butto nel reparto "confezioniecandeleprofumatedeltuttoinutili", Giò in quello "elettronicaspicciolapertuttiigiorni". Non so se è chiaro ma noi due (io e Giò) andiamo "insieme", ma visitiamo "separati". Proprio non riusciamo a rimanere compatti nello stesso reparto.... ma poi, proprio mentre mi rigiro tra le mani una confezione piena di incensi profumati a 50 centesimi, arriva lui: c'ha in faccia il sorriso di quello che ha trovato "la cosa giusta", "indispensabile". Si vede che vuole condividere subito la scoperta con me, avanza a grandi passi e quando mi sta a mezzo metro mi dice quasi urlando: "ho trovato una cosa che non dovrebbe mai mancare in nessuna casa italiana..... IL PESA COCOMERO!". Io rimango piuttosto indifferente ma la signora affianco a me sbotta in una risata sonora e gli risponde: "e come ho fatto fino ad oggi a non avere un pesa cocomero in cucina?! ahahahahahahahha". Io sono un po' sconvolta, non da Giò eh, che lo conosco fin troppo bene, ma dalla signora si. Decisamente. Li lascio sghignazzare e mi butto nel reparto animali domestici (un po' la mia oasi), acquisto due palle da tennis per Flo (un boxer stupendo di cui mi occupo) e 3 palline colorate piccole per Odino (il mio gatto deve avere un nascondiglio segreto enorme dove fa sparire tutti i giochi che gli compro). Giovanni è semi sdraiato dentro uno scaffale di sanitari per bagno, per la precisione: scopettoni per il cesso (chiamiamo le cose con il loro nome!)... ha deciso che ne comprerà uno per mia madre che il mese scorso ha compiuto 50 anni. Dopo un'attenta analisi (quasi da paragonare a quella già effettuata per il fax), opta per lo scopettone a forma di cane (quello che piaceva a me a dirla tutta), se lo infila sotto il braccio e continua il suo giro. Quando lo trascino a forza nel secondo piano (reparto vestiario) Giovanni fa un po' di resistenza... mi tocca tirarlo su per le scale per un orecchio: "Giovà, come ti sembra sta giacca addosso? Non sembra un po' antica?"... "Non sembra antica, E' antica!". "Che hai detto? Antica a me?"... "NoNo, non ho detto nulla di tutto ciò!"... "No guarda che t'ho sentito, hai detto antica, si ANTICA hai detto!".... "Ma no, figurati se dicevo antica a te....nono, hai capito male...!". Ributto la giacca sullo scaffale con aria offesissima e lui mi segue con il ghigno perenne. In macchina per la stazione faccio notare a Giò una bella figliola sul ciglio della strada: "Oh Giovà guarda che caruccia, c'ha pure due occhioni celesti!"... "Eh, lo sai che a me mi guardano solo quelle che stanno sopra 140kg e non superano il metro e 40 di altezza!".... "Ma quando la smetti di dire ste cazzate?!".... "Ehhhhhhhh....". Discorso chiuso. A tempo a tempo a prende il treno: "Oh non ti scordà lo scopettone e fammi sapere quanto rimarrà contenta tua madre!"...."Eccerto! Ciao Giovà!!!".
Oh a me Giò mi fa troppo stare a cuor leggero.

mercoledì 4 novembre 2009

Killer Meat

Il cibo. Una cosa che riguarda tutti noi, una cosa che dovrebbe riguardare l'intera popolazione mondiale, anche se, ahimè, non è così. Cibarsi è un'esigenza vitale, “come” cibarsi... è una scelta. Sapete già dove voglio andare a parare eh?! Tranquilli, nessuna ramanzina, solo una vasta panoramica per capire cosa comporta una nostra piccola scelta se compiuta giornalmente e se moltiplicata per ogni singolo individuo occidentale (e non è un caso che parlo di popolazione occidentale)! Chi mi legge sa bene che è sacrosanto, a mio avviso, che ognuno di noi possa scegliere per se stesso, a patto che le scelte compiute non vadino a danneggiare gli altri individui e il nostro pianeta. Detto ciò... vi siete mai domandati quanto costa alla nostra cara “mamma terra” una buona (?) bistecca? Se non vi siete mai posti questo quesito, c'è qui Maraptica a chiarirvi un po' le idee. Si perché gente, non sto parlando di animali, di sofferenza, di sangue, di mattanza (che già basterebbe da sola per eliminare dalla nostra tavola la carne), ma sto parlando di energie impiegate dall'ambiente per farvi arrivare dritto dritto sulla tavola il cadavere ;)

Veniamo ai numeri:

621mila Km di Amazzonia Brasiliana disboscata per creare pascoli da carne alimentare (il 70% dei boschi dell'America Latina), a conti fatti una singola bistecca costa 17,5 mq di foresta.

Il 33% dei suoli coltivabili sono destinati alle monocolture per i mangimi animali, l'80% di cereali e soia vengono utilizzati per produrre tali mangimi, un solo ettaro di terra dà da mangiare a 30 persone adulte, pensate a quanto contribuisce ed accresce l'allevamento intensivo sulla la fame nel mondo.

Sono 1000 le tonnellate di acqua che vengono prelevate ed utilizzate per gli allevamenti, per produrre 5 Kg di carne c'è bisogno di un quantitativo d'acqua pari a quello consumato da un'intera famiglia in un anno.

18% di CO2 sono le emissioni totali provocate dagli allevamenti ogni anno, l'aumento di temperatura prevista a causa dell'allevamento intensivo è di 4° annuali, abbiamo inoltre un aumento del 64% dell'ammoniaca dovuto all'impatto degli allevamenti sulle piogge acide.

Ho altri dati ma sono ansiosa di passare all'argomento “salute”. Fa davvero così “bene” la fettina che “ti rimette in forze”? Vediamo...

Un bambino su dieci, nella nostra società, soffre di obesità. La percentuale, ovviamente, è destinata a salire con l'aumento dell'età.

La maggior causa di obesità, colesterolo e malattie cardiovascolari sono provocate dai grassi saturi di alimenti animali, 80% è la percentuale di minor rischio di diabete per chi consuma cereali, verdura, legumi e frutta.

Ogni 2 minuti in Italia si registra un infarto mortale (e non toccatevi le parti basse), sappiate piuttosto che il 54% è la percentuale di minor rischio di infarti se inserite nella vostra dieta principalmente frutta, verdura, legumi e cereali.

45% è la percentuale di minor rischio di contrarre il cancro al sangue, 35% è l'aumento del rischio di cancro all'intestino se inserisci due porzioni giornaliere di carne rossa.

Diverse volte mi è capitato di affrontare questo discorso con alcune persone, la cosa che più mi sono sentita dire è: “si vive una volta sola, voglio morire obeso ma felice”. Sottolineando il fatto che non credo affatto che si muoia felici da obesi, vorrei far capire a tutte le persone, che hanno voglia di mettersi in gioco, che se non si vuole cambiare per se stessi, ci si deve quantomeno impegnare per il nostro pianeta e per tutte quelle popolazioni (ed ecco perché ho parlato di occidente) che vengono impoverite fino allo stremo dai nostri vizi alimentari. In tal caso non si parla di scelte, ma di doveri. Vorrei sfatare una volta per tutte il concetto di vegetariano come sinonimo di “triste”, “debole”... Mangiare vegetariano non vuol dire condannarsi ad una vita di sola insalata, sono innumerevoli i cibi che abbiamo cancellato dalla nostra tavola e che, invece, una volta, erano alla base dell'alimentazione. Mia nonna mi racconta sempre di quando era piccola, dei suoi pasti giornalieri fatti di verdure appena colte all'orto (e quindi di stagione), di zuppe con legumi, di frutti rubati nei campi vicini, di polenta, pane... insomma, di tutti quegli alimenti che noi oggi definiamo “poveri”. Quegli alimenti “poveri” hanno cresciuto una generazione che oggi sfiora i cent'anni, quegli alimenti “poveri” hanno dato la forza a mio nonno di combattere la seconda guerra mondiale, di crescere figli, di mettere su casa. Possiamo definirci noi, oggi, una generazione “sana”? Sfido chiunque a rispondermi di si. “Quando era festa, un paio di volte al mese, mangiavamo la carne”... questo dice mia nonna oggi, e quando parla di carne, sicuramente non parla di allevamento. Un tempo, in realtà, non ci sarebbe stato bisogno di tutti questi discorsi su ciò che fa bene e ciò che fa male... la carne era la carne, il maiale cresceva di ciò che trovava a terra, veniva sgozzato, si utilizzavano tutte le sue parti, si mangiava tutto il mangiabile, con il resto ci si faceva sapone, con le ossa, bottoni. La triste realtà è che abbiamo perso il senso del valore, della misura. Abbiamo sbagliato, tanto... perseveriamo nell'errore ed ora, recuperare, sarà difficile (impossibile?). Ma è nostro dovere decidere di rinunciare a “qualcosa” per riavere “tutto”.

p.s. Date un'occhiata a questa bella (e chiara) pagina da cui ho preso i dati!

mercoledì 28 ottobre 2009

Il quarteTTO perfeTTO

Sul serio, ritengo di poterci ritenere un quartetto perfetto. Siamo come organi vitali separati, insieme creiamo un organismo "efficace", "veloce", "determinato". Un' armonia tale può essere data solo da persone estremamente diverse tra di loro, che (diciamolo pure) un gruppo più "variegato" sarebbe stato difficile crearlo anche volendocisi impegnare a fondo! Abbracciamo una fascia di età che va dalla ventina alla sessantina, siamo più o meno chiacchierone, a tratti incazzate, ma spesso sorridenti... in realtà siamo l'unica cosa che dovremmo essere, unite. E tanto basta. Tanto basta per portare avanti (da ormai 10 lunghi anni) quel rifugio pieno di gioielli nel quale passiamo giornate a volte assolate a volte tempestose. Ognuna con il suo turno, con i suoi giorni stabiliti, ognuna carica di angoscia per ogni cosa che va storta, ognuna piena di gioia per le storie a "lieto fine". A noi basta guardarci un minuto per capire, le parole (soprattutto con gli animali) servono davvero a ben poco.
Per anzianità io nomino mascotte l'invincibile P. P. non s'è mai sposata, ha dedicato una vita al lavoro e agli animali, a P. non piace viaggiare, P. vuole starsene a casa sua, con il suo piccolo harem a quattro zampe, vuole farsi in tranquillità i suoi turni al canile. Se voi sapesse quanta forza c'è in una donna oltre la sessantina, alta nemmeno un metro e quarantacinque, sotto i 50 kg! A parole non posso spiegarvelo, provate solo ad immaginare un essere "tuttofare": P. all'occorrenza sa diventare elletricista, idraulico, meccanico... P. è un jolly d'inventiva. P. quando guida la macchina si distrae facilmente, ricordo ancora quando quella volta, lungo la nazionale, imboccò un senso unico, ci fece inversione di marcia dentro, senza luci, senza cintura... ricordo ancora i carabinieri seguirci, accostare, abbassare il finestrino, guardare dentro e bisbigliare con aria sconsolata: "signora, si tolga dalla mia visuale, altrimenti dovrò farla andare a vita con il triciclo!". Io adoro di P. la sua ingenuità di bambina, il suo sguardo severo quando le dico: "e fatti un fidanzato!", io stravedo per questa donna quando al rifugio i cani le girano tutt'intorno e lei li chiama "zio"(un po' come quando il padre chiama la figlia "papà" con affetto...no?!), P. ti ringrazio per il tuo amore sincero e costante verso i nostri amici quadrupedi. Ce ne fossero al mondo di P....
Ad O. dò il merito della lucidità. Lei è un po' la "prof" della nostra associazione. Classica persona capace di districare grandi matasse: butta acqua sul fuoco quando c'è da smorzare gli animi e alimenta il carburante quando c'è da partire. O. sa essere obbiettiva, nel modo giusto, lontanissima dall'esser ignava... sa diventare tigre quando c'è da cacciare gli artigli, e graffia, ca**o se graffia! Nel momento di più grande sconforto io e O. ci telefoniamo sempre, ci facciamo forza a vicenda, ci riflettiamo un po' su e poi decidiamo sul da farci. Ammetto senza presunzione che noi due siamo un po' la mente del gruppo (del resto un organismo efficace ha bisogno di tutte le sue parti no?!). Invidio di O. la sua capacità di riflessione nelle situazioni più difficili, io sono fatta di pura istintività e O., spessissimo, sa trattenermi e sa farmi riflettere. Devo tanto ad O., è stata una maestra di vita per innumerevoli cose. Quando O. è al rifugio anche i cani sono più tranquilli, è proprio vero che la calma è una cosa che si può trasmettere. O. si fuma la sua sigaretta, in tranquillità, i cani le fanno le feste tutt'intorno. Quello che si chiama equilibrio.
Ora provate a pensare a dei bimbi che giocano: si pizzicano, sorridono, urlacchiano... c'è sempre uno un po' più prepotente, uno un po' più timoroso, quello che lascia tutto passare, che ce le prende sempre un po' più degli altri. Quest'ultimo è lei, M. Io sono fermamente convinta che per i cani del nostro rifugio M. sia un po' come una sorella. M. straborda d'amore per loro e non sa dargli delle regole. M.è fatta di quell'amore puro che manca di polso. M. durante il gioco si fa strappare magliette, jeans... i cani le saltano addosso (e molti di loro pesano il doppio di lei!), la graffiano, la mordicchiano. M. è una loro pari. I furboni, ovviamente, la amano sopra ogni cosa. "M. ma strillagli no?! Certo che fanno gli scostumati se non li rimproveri!"... "Eh ma loro vogliono giocare... ci rimangono male se non li lascio fare!". Non c'è ninete da fare, certi rapporti sono destinati a rimanere tali nel tempo. M. a quarant'anni suonati non ha la patente e arriva tutti i giorni al canile (che è fuori paese) con la bici, quando fa la neve e le temperature sono parecchio sotto lo zero io e le altre tre ci offriamo di accompagnarla in macchina ma M. rifiuta sempre "mi si rassodano le chiappe!". E mica c'ha torno, a vederla M. non gli daresti più di trent'anni.
Ultima ma non per importanza (modestamente), S. S. è un po' nervosetta, i cani lo sanno bene e di norma, quando c'è lei, sono parecchio disciplinati. Questo non impedisce loro di giocare con lei, saltarle addosso, rincorrerla, mordicchiarla, ma c'è un limite a tutto e loro, quando c'è S., non l'oltrepassano mai! S. è un po' la "scova situazioni anomale", è quella che gira per le campagne, scheda cani e presunti padroni, lei "tiene tutto sotto controllo" e davvero di rado le sfugge qualcosa. E' un po' il "cane da segugio" del rifugio! Quando qualcosa non quadra S. chiama O. e hanno inizio le "ricerche": che cane è, dove si trova, chi è il padrone, in che condizioni viene tenuto... S. è l'addetta alle richieste della ASL (sterilizzazioni, maltrattamenti,etc...etc...). Diciamo pure senza peli sulla lingua che S. è quella più incazzosa, O. funge da "freno" e a situazione inquadrata subentrano P. e M.
Non c'è nulla da fare: l'unione fa la forza.

domenica 18 ottobre 2009

Chi nasc' tonn 'ne mor quadr...

...questo è il mio preferito, lo dico sempre, lo infilo ovunque. Un po' come il prezzemolo. "Chi nasce tondo non muore quadrato", mai sentita cosa più vera: "la gente non cambia la propria natura". I detti sono la forma più esplicita e palese di un pensiero piuttosto complesso, in poche parole: sono arte popolare oratoria allo stato puro. Un po' come il poeta, riesce a trovare e a concentrare in poche parole un sentimento che tutti (o quasi) provano, ma che nessuno sa spiegare. Il detto non è da meno alla poesia, è parte di essa. Io lego, nella mia memoria, i detti ai miei nonni abruzzesi, del resto le persone anziane sono una miniera di saggezza no?! "Jétt la prét e annaschonn la men"... così mi diceva mia nonna quando facevo qualcosa che non avrei dovuto fare, "butti la pietra e nascondi la mano" voleva dire "sai che non devi ma lo fai ugualmente e poi subito, lo neghi!". Disubbidiente con l'aggravante dell'esser bugiarda, 2 anni senza condizionale. "Lu chiù pulet tè la rogn", questa era la frase d'effetto nel caso non fossi solo io a farla incazzare, ma anche mio nonno... della serie "il più pulito c'ha la rogna", morale: non ce ne sta uno buono dentro a sta casa!" A ste parole seguiva un grande sconforto, una sorta di rassegnazione spesso condita dall'ulteriore detto "o sta 'mnestr o sta 'fnestr!" (o sta minestra o sta finestra = "o mi rassegno a quello che mi circonda o mi suicido!"). A casa dei miei nonni, quando c'era da fare qualche regalo, vigeva la regola "sparagn e cumbarisc", che voleva dire "risparmia e fa bella figura", in poche parole: cerca di trovare qualcosa che costi meno possibile e che faccia un gran figurone". Una sorta di utopia. A sentirli certi detti, sembrerebbero cattivi, lo pensai una volta quando riportai un gattino rosso a casa e mio nonno mi disse "rosc e pezzat accidl appena nat!"che tradotto sta a significare "rosso e pezzato, uccidilo appena nato",(ovviamente il gattino lo tenni e diventò una tigre). Qualche anno dopo a scuola studiai (come tutti) Verga e tra le novelle lessi Rosso Malpelo, non potei fare a meno di ricollegare le parole di mio nonno a quel racconto. Quando era pronto il pranzo o la cena, mia nonna usciva fuori e mi chiamava strillando, io ero sempre a far baldoria per i campi, a prender girini, a sezionare insetti (mea culpa)... e ci mettevo quei buoni 10 minuti a sedermi a tavola (con le mani, almeno quelle, lavate). Ero golosa e ingorda da morire, dovevano darmi sempre uno stop, fosse stato per me avrei continuato a cibarmi ad inoltranza, ed è qui che ci sparava qualche volta il detto mio nonno: "Mjej a magnà poch e a stà vicin a lu foch!" (meglio mangiare poco e stare vicino al fuoco). Una volta morì una confinante di terra e noi andammo nella camera mortuaria per l'ultimo saluto, un'altra signora disse a mia nonna "povero marito, e ora come farà?", mia nonna replicò immediatamente: "Pover a chi 's mor, ch chì camp 's consol". Io ero già sconvolta dal fenomeno "morte" (non ci trovavo alcun filo logico) e alle parole di nonna non badai molto, con il tempo però, risentendogliele dire, ci trovai una grande (enorme) verità: "povero chi muore perché chi vive si consola". A volte me li ripeto un po' a mente, so già che quando la generazione dei miei nonni non ci sarà più (tanti sono già trapassati), perderemo un patrimonio (morale) enorme.

lunedì 5 ottobre 2009

Accenni di vita/pensieri più o meno confusi

Non mi è passata la voglia di scrivere, no. Voglio che questo sia chiaro, è solo tutta una questione di "tempi" e "incastri". Il "volere" combacia poche volte con il "potere". Ma credo questo sia ben chiaro a tutti. Ho passato l'ultimo mese a lavorare come una schiava deportata, confido di poter ricevere (entro breve?) lo stato di liberta. Voglio lavorare eh?! C'ho messo tanto a trovare uno straccio di retribuzione, sono solo annichilita dall'enorme quantità di ore che mi tocca passare lì dentro e dalla misera ricompensa che ne ricavo. Per qualche evento ancora inspiegabile la paga sta diminuendo, di contro il fegato mi sta diventando come una mongolfiera. Ho chiesto delucidazioni, della serie: "mi state penalizzando per qualche errore che ho commesso?", ovvio che non riesco a trovare un filo logico se mi si risponde che "no! Stai lavorando benissimo, continua così!". Ho deciso che farò il meno possibile, tanto il buon impegno non ripaga. Me lo tengo per ora questo lavoro, mi andrà (per forza) bene finché non uscirà qualcosa di meglio (?)... E pensare a tutte le ore che ho passato sui libri, ai soldi spesi per laurearmi. Ogni lavoro nobilita l'uomo (io non ho mai detto di no a nulla), ma a saperlo che sarei finita a servire in un locale cool... chi l'avrebbe mai detto?! Stare lì dentro mi sta facendo riflettere molto, osservo la gente consumare "l'happy hour"(che dura fino alle 4 di notte): alcolizzarsi, sballarsi, rompere bicchieri (con i quali poi mi taglio puntualmente), consumare risse e in fine... farsi crocchiare dai buttafuori. La madre del mio datore di lavoro guarda entusiasta il locale strapieno di gente, elogia il figlio ("solo lui lo sa fare... stanno cercando di imitarlo ma non ci riescono... questa è la sua vocazione...") e non vede "oltre". Non vede quello che vedono i miei occhi: in 100Mq io vedo lo specchio della nostra società. Vedo l'attempato portarsi la straniera di turno (ma ieri non era mora?!), vedo il ragazzetto di 16 anni che manda giù il sesto (settimo?) martini, vedo la mia dirimpettaia che discute animatamente agitando la sua borsetta just cavalli (a riporto con le scarpe, ovvio), vedo un gruppo di ragazzi prendere il cibo, lo schiaccia, lo butta per terra, la cosa li fa ridere (...o è l'alcool che li fa ridere?!), io vedo tutto ciò che aborro. Io servo, pulisco, sorrido e dico "si, glie lo porto subito"... a tutto ciò che aborro. In quel "si", che mi esce strozzato dalla gola, c'è un fiume di parole e pensieri. C'è uno... "stronzo bastardo, raccogli quel pane che hai buttato per terra, il cibo è vita, è sudore, è denaro... non si butta ciò che milioni di altri esseri al mondo non hanno."..."Guarda che ti sento anche se non mi sbatti in faccia la tua borsetta firmata... evita di urlare quando devi chiedermi qualcosa e se alla fine ci metti un GRAZIE ci sta pure bene, testa di gallina!"... "Se a 16 anni bevi così, minimo, a trent'anni, c'hai la cirrosi epatica! E datti una regolata cazzo!". Sono triste, sfiduciata, lo sono perché queste persone consumano riserve, votano, queste persone fanno il mondo. E il mondo va a puttane. Letteralmente.

martedì 22 settembre 2009

Un piccolo anticipo...

...per comunicarvi che tra qualche giorno (settimana?!) "uno" bravo, ma bravo davvero, pubblicherà sul suo fantastico sito "piccola unità di produzione" una caricatura della sottoscritta. L'idea di base era un calendario, ognuno di noi ( i partecipanti intendo) dovevano far parte di un preciso mese: credo la cosa sia un pò slittata con i tempi (io dovrei essere settembre!). Ma l'attesa varrà la pena, Tiziano è un mago del disegno. Vedere per credere...
p.s. Ovviamente farò un bel copia e incolla e porterò qui, su clandestini di razza, il suo capolavoro ;)

venerdì 4 settembre 2009

Honest Scrap

A caval donato non si guarda in bocca.
Quindi io intasco il premio senza troppe chiacchiere, che un dono (anche se virtuale) fa sempre piacere.
Il pazzo che me l'ha "girato" è il mio amico Giovanni, lo ringrazio per questo, ma ancor di più per l'immensa pazienza che ha: "abbi fede Giovà che prima o poi torno ad Ortona eh, mi sto allenando per il dono dell'onnipresenza!".
Poi, se non ho capito male (cosa molto probabile), devo inoltrare il premio ad altri dieci blog. E qua mi voglio sfiziare, perchè so già chi, tra di voi, non lo ripubblicherà a sua volta, ma non me ne può fregare di meno. Io comunque ve lo "passo", ognuno ci faccia un quel che vuole! ;)
1)paranhous (lo so lo so amico mio...)
2)liberopensieroroberto (questo fa bene al tuo egogentrismo?!:P)
3)IO SONO ELLY (...per te e per i tuoi quadrupedi!)
4)ManuBlog (così magari non mi mandi in punizione dietro la lavagna prof...)
5)SQUILIBRATO (anche la pazzia pura va premiata)
6)vorrei essere un baol (schhhh, le spie russe sono dietro l'angolo!)
7)la piccola unità di produzione (attendo con ansia questo mese di settembre nel calendario pup!)
8)Grigolhaus (...per lo sguardo stizzoso del piccione!;P)
9)Constatazioni (così magari ti dai una mossa e scrivi qualcos'altro?!)
10)Istinto naturale antiumano (...perchè anche se questa primavera non c'è stato risveglio dal letargo, so che sei nella foresta con i nostri amici...)

Che ci manca? Ah si, 10 cose su di me (pare facile)...
1)Amo più i quadrupedi che i bipidi.
2)Ho pochi (pochissimi?) amici, ma non buoni, ottimi.
3)Mio padre non vuole dirmi quanti fratelli/sorelle ho in giro per il mondo.
4)Odio gli arroganti.
5)Stramaledico gli ignavi.
6)Adoro il cous cous.
7)Forse adoro di più la pizza.
8)Voglio una casa in campagna.
9)Voglio avere almeno tre figli (anche adottati va benissimo).
10) Mordo il mio gatto Odino quando facciamo la lotta.

p.s. Sono un latitante ultimamente, ma sto lavorando fino a tardi, le energie si stanno esaurendo. Piano piano riprenderò il mio ritmo (lo spero)!
Baci