Il disinfettante, ecco cosa sento. Odore di alcool e detersivo da discount. Un mix micidiale, un qualcosa di troppo vicino alla malattia. Alla solitudine. E non un nervo del mio corpo mi assiste, non un muscolo mi risponde. Ostile la mia carne che ricopre un'anima ancora troppo presente, urlo, scalcio, graffio... creo solo silenzio. Gli squarci sono interni e solcano strade già percorse, già distrutte. Ci sono io su quel sentiero e intorno è bianco, è freddo, è vuoto totale. Un corpo smette di essere vita e comincia il processo all'inverso, mi sento consumare da un tempo che non vorrei attraversare. Non sto più nella mia carne e mi appare un processo lineare, gli uccelli volano, i pesci nuotano, il sole tramonta... Carmela non sta più nel suo corpo. E' finito il mio esistere, tre anni fa, è finito quando ho lasciato la mia casa circondata dalla terra, quando si sono svuotate le ciotole dei gatti sull'uscio dell'entrata, quando l'orto non ha rivisto la semina. E' finito quando la mia casa è diventata una casa, una delle tante. Nella mia vita ho parlato tante volte a Dio, mi hanno insegnato che è grande, misericordioso... ho cercato di onorarlo, essendo una buona moglie, una buona madre, una buona donna. Se potessi ora chiedergli una cosa, una sola cosa, lo pregherei di togliermi questo corpo che non mi appartiene, è un fardello troppo pesante per la mia mente lucida. Come cercare di trainare un vagone con una bicicletta... Vorrei potergli spiegare cos'è l'impotenza emotiva quando una mosca banchetta sui tuoi occhi non lavati e non puoi scacciarla, vorrei urlargli cos'è una curva schiena e una testa riversa su di un tavolo quando l'anima si piega come un ferro battuto, vorrei fargli sapere cos'è una piaga mangiata dal tempo che si attacca ai vestiti, insieme alla tua dignità. Vorrei, ma anche la voce mi è stata tolta da questa non vita che non ho chiesto di mantenere. Ingurgito minestre frullate che il mio corpo non trattiene più, tutto dentro di me è un inno al rilascio, tutto è in via di uscita, nulla viene mantenuto. Io sono un inno alla morte. L'attendo impaurita e pregusto la leggerezza del corpo, la mia anima mi precede... è già altrove.
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46 scodinzolii:
Che tu ci creda o no, capisco tutto, soprattutto l'impotenza emotiva.
C'è in un sacco di cose, in un sacco di momento della vita.
Te la ritrovi davanti e ti sembra di aver cominciato a parlare una lingua diversa da tutti gli altri, come nella dispersione di Babele.
Succede anche a noi stupidi, nelle cose stupide.
courage! :*
Naturalmente volevo dire momenti, non momento
:)
Coinvolgente... tante volte mi son sentito impotente sulla vita e quanto silenzio ho creato.
Su questo argomento ho detto così tante cose che non voglio aggiungere altro. E poi le parole che hai usato tu dicono già tutto, sono già perfette. Mi limito a farle mie e ad abbracciarti.
Quando la protuberanza carnifera si staccherà, ci sarà un nuovo processo, per il quale sono in trepida attesa.
E' bello ciò che hai scritto.
..è vero: hai detto così tanto e così bene che rimarrà questa traccia di tristezza dentro di me, anche ben dopo..
troppo intorno e dentro, e troppo poco tempo per godere di tutto. ci lasciamo alle spalle il bello sotto il peso del dolore e della morte... purtroppo.
un abbraccio.
Porcoddìo sclerosi laterale amiotrofica porcodeddìo.
Porco!!
cazzo !
Come al grande zione, anche a me un post de genere tocca particolarmente, mi fa pensare a tante cose e a tanti pusillanimi figli di troia che abitano questa terra, mi fa uscire tanta rabbia che non si riesce a trattenere! Ma mi fa anche aumentare a dismisura tutto il bene e l'affetto che provo per te, Saretta! Ho voglia di fare due chiacchiere dal vivo con te insieme a Maria! Presto! Un bacio
PS. Spazzolone, io è così che ho perso mio padre...ma per fortuna la SLA non è riuscita ad andare oltre la sua dignità.
Una persona a me molto cara sta vivendo quello che tu hai descritto, come al solito, benissimo.
Da sei mesi il fratello di mio padre vegeta e con lui si sta consumando anche tutta la famiglia.
Mi hai commossa tantissimo.
Ora è come se sapessi mio zio come vive il suo stato e se prima ero triste, adesso soffro.
Ma è giusto così..sì..è giusto così..
GRAZIE :)
complimenti un blog molto interessante mi sono aggiunta se ti va passa mi farebbe piacere
Non so se è arte e vita, comunque colpisce.
splendide parole per questo momento. Ho apprezzato molto il tuo post, ho perso l'utimo nonno a capodanno, il 31, e con lui si sono chiusi capitoli di vita: luoghi che non vedrò più, situazioni che non vivrò più, odori che non sentirò più, suoni che spero di non dimenticare. Tutto finisce per lasciare spazio a nuovi inizi...
ciao bacio
Il silenzio non ha voce e non fermo le lacrime per un dio che lascia morire. Freddo è quel mondo che non si conosce e chiudo gli occhi per non sentire il dolore mentire.Perdonami.
Ti sono vicino
Maurizio
Parole di intensa solidarietà umana.
Le tue sono parole che arrivano dritte al cuore, toccano corde importanti... Allungo le braccia per abbracciarti e non aggiungo altro.
@Baol: E' dolorosissimo non riuscire a comunicare, posso solo immaginare cosa voglia dire non avere voce per farlo. Ritrovarsi una sola volontà che non trova sbocco. Momenti, una lettera che cambia di non poco la lunghezza del tempo. Un bacio
@Isabel: :)
@Darjo: Il silenzio è il rumore più doloroso che ci sia, ciao Darjo.
@Zio Scriba: Ti ringrazio zione, certi argomenti si scrivono da soli. Un caro saluto
@Brato: E andrà inevitabilmente così, sollievo nel dolore... passare per il "male" è essenziale. Grazie :)
@mr.Hyde: Spero non troppo a lungo che abbiamo bisogno di sorridere. A presto!
@MadiS: E' difficile mollarla la vita, anche nel dolore sono vivi i ricordi dei momenti felici. Grazie per le tue parole cara
@Spazzolone: L'avrei detto in un altro modo ma se hai usato queste parole, con tanta rabbia, suppongo sia una cosa che ti sta particolarmente a cuore. O che ti fa particolarmente male, che ci passa poco tra le due cose...
@Nico: Grazie per il link papone, ho letto e commentato, la foto è STUPENDA. Punto. Presto è la parola d'ordine, prestissimo è il tempo che dobbiamo lasciar correre prima di rivederci con la dolce Maria :)
@Grace: Osservo e poi è il dolore che si posa nero su bianco, sorridi maè che sei contagiosa ;)
@Giovanna: Non ti trovo aggiunta ma passerò volentieri date. Grazie.
@Alligatore: Credo sia solo vita Diego
@elena: Capisco ogni sillaba che hai scritto, le tue sensazioni sono nelle mie ossa. Un abbraccio Elena
@UIFPW08: Duro vivere e durissimo non farlo. Grazie
@Adriano: Per chi sa leggerle oltre che per chi prova a scriverle.
@Ernest: Grazie mille :)
CuGGGì, non serve che tu chieda io ho gioia infinita per te.
Si, l'aperitivo ce lo faremo assieme (cascasse il mondo altrimenti) ma con circostanze migliori ;)
Un bacio e un abbraccio ...
Chi scrive di se, sopratutto del suo dolore, non parla di un inno alla morte. Invece, e' saper riconoscere, senza paura alcuna, la vita in tutte le sue curve, in tutti i suoi angoli, in tutte le sue salite e discese.
Ciao Maraptica.
Apri ferite mai cicatrizzate, apri ferite che devono ancora lacerare la pelle del corpo e dell'anima. Fa male, ma solo Dio riesce in quei momenti a dar sostegno. Per me è stato così.
Ti abbraccio forte
Avevo letto che chi non vuol parlare della morte o non vita ha meno diritto di vivere...
baci
C'è sempre il tuo dono di saper mettere in scena le emozioni, crude.
Emozioni che fai così tanto tue da riuscire a renderle talmente nitide qui sopra da sentirne il dolore fisico sulla pelle...è la solita sensibilità a percepire non soltanto i contenitori ma i contenuti...Però Sarah è sfinente lasciarsi passare dentro le cose in questo modo, ti sfianca e io voglio tu tenga uno spazio ego-isticamente protetto, solo per te, per affastellare strati di forza e...partire.
ti presto la sciarpa-scialle che indosso...stai un pò al caldo :-) (bacibelli tesoro)
MrsQT
Termina la Notte l'Alba finalmente
sei sempre stata lì nell'attimo che
la precede-
Egill
Che siano momenti, od un solo momento, potrebbe anche durare un'eternità per quanto, a volte, si cristallizzi dentro di noi.
Un bacio a te :*
sono anche d'accordo con Mrs QT, su quanto possa essere sfinente per una persona speciale come te...
Un inno,e un tributo,alla ineluttabilità del destino.
Scusami Maraptica ma quanto hai scritto mi ha terrorizzato perchè credo che così si sentra dentro mia moglie, 83 anni, colpita da quella brutta bestia di malattia che è l'Alzheimer da oltre cinque anni.
Per tacere di altri guasi fisici che aveva già da prima.
@chaill: Batti un colpo e vedo di teletrasportarmi ;)*
@cosimo: Anche questa è vita cosimo, lo so... ma è difficile viverla. Quasi impossibile. Un caro saluto.
@Sonia: Mi spiace ricordare dolori passati passati, la fede, per chi crede, è una grande ancora di salvezza. Un abbraccio
@riri: Non potrei non parlarne, ne sono terrorizzata ed affascinata. Ciao cara riri
@Ale: Parto anche io come posso, come riesco amica mia... in quanto alla sensibilità non so se sia possibile cambiarsi dentro. Comodo si, lo sarebbe molto :) Mi serviva proprio la tua sciarpa scialle dolcezza, te la restituirò al più presto! :*
@egill: Non tenebra e non luce, esattamente. A presto
@Baol: Il tempo è relativo quando ci sono di mezzo i sentimenti, le paure.. la vita vera, quella che tira la pelle. Grazie mille per le tue parole sempre dolci :+
@Costantino: E' un'altra, ottima, angolazione :)
@il monticiano: Cinque anni sono una vita... non volevo terrorizzarti, un caro abbraccio Aldo.
Grazie a te.
Sentire il proprio corpo come un involucro vuoto che non funziona è il primo passo per una presa di coscienza altissima e pura... per quella condizione che qualcuno chiama Santità.
Parole che grondano angoscia. Stringono l'anima e portano una sofferenza infinita.
Non so cosa dire, posso immaginare che tu o qualcuno dei tuoi cari soffra di una malattia terribile. Le tue parole sono così intense e sconvolgenti.
Mio cugino se ne è andato così ... giovane, troppo un post che riapre dolori laceranti ... l'impotenza di chi soffre e di chi ama nel non poter fare nulla.
Ciao
Andrea
la tua descrizione fa venire i brividi. Queste situazioni sono figlie della solitudine che si sente in certi momenti, comunque c'è sempre uno spirito di autoconservazione a impedirci di crollare definitivamente, in maniera irreversibile.
@Brato: :)
@La Ballata di Stroszek: Non riesco a prescindere il termine "santità" da qualcosa di puramente cattolico, dubito tu ti riferissi a questo... Cosa intendi?
@Ambra: Ho vissuto una cosa simile con una persona che amavo tantissimo e che se n'è andata ad agosto, ma questo è ciò che vedo quando sono affianco ad una donna che si chiama Carmela. Una donna chiusa nelle sua ossa, con gli occhi che parlano. Si, la sofferenza è il sentimento principe.
@Andrea: Si, bingo... non sopporto il senso di impotenza di chi assiste ad uno stato simile e non può far nulla. Dolore insostenibile. Mi spiace, non volevo riaprire le tue ferite.
@nonno enio: Credo sia il corpo che, proprio in nome dello spirito di conservazione di cui parli, tende a tenersi aggrappato al respiro finchè può. Nonostante tutto. A presto
Che quello a venire possa essere un periodo in cui il corpo si faccia più "leggero" e possa riunirsi all'anima e godere appieno delle gioie e delle felicità che ti auguro di vivere.
Un abbraccio forte forte
Non capisco se mi colpisca di più il coraggio o la perfezione delle parole.
@Chit: E' un bellissimo augurio Chit, riferirò alla mia dolce Carmela. A presto
@Eva: Hai ragione, ci vuol coraggio a sopravvivere in questo modo. Grazie cara Eva :)
una nota di speranza per te che sai cos'è la compassione:
"il giorno dopo il dolore
accade spesso che superi ogni altro per la festa assoluta
come se la natura indifferente
raccogliesse fiori
per mostrare tutta la sua gioia
agli occhi sbigottiti della vittima";
E. Dickinson
@Luigi: Grazie davvero, è bellissima :)
Ti seguirò, in silenzio.
@Tra cenere e terra: Se parli sono più felice :)
L'ho letto tutto d'un fiato e lo stesso ho fatto per i commenti.
Cosa posso dire ? Meglio tacere, perchè in questo momento mi uscirebbero di bocca solo delle bestemmie .
Ti dico solo complimenti. Poi con Dio me la vedo io in separata sede.
Un abbraccio.
@Granduca: Dio se la deve vedere di persona con parecchia gente e credo che ci perdonerà se ogni tanto la vita ci tira fuori qualche bestemmia. Proprio come disse Heine in punto di morte: "Dio mi perdonerà sicuramente, del resto è il suo mestiere". Benvenuto :)
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