Qualche tempo fa mi sono sentita dire da un una splendida persona... "ho il vuoto in testa, non riesco più a scrivere"... Questo l'avrei accettato da un tizio pinco pallo qualsiasi, ma non da lui! Avrei potuto cominciare la solita tiritera sul: "ma tu sei bravo, ma tu sei capace, ma tu sei pieno di idee..." e invece ho pensato che, orgoglioso com'è, non avrebbe di certo lasciato cadere una sfida. Mai. Si vede che ho pensato bene perché questo è il risultato, una canzone (scelta da me) e due post (prima il mio, poi il suo), del tutto diversi. Semplicemente ispirati dall'ascolto di queste note. Un po come l'ultima volta, che ad ispirarci era stata una foto.
Buona lettura a tutti quelli che avranno voglio di fermarsi da ste parti!
Conoscersi ci vuole una vita, ma riconoscersi è un attimo. Io ci sono inciampato così, quasi per caso. E' stato come cadere su di una torta farcita di cioccolato, un atterraggio dolce e cento lavaggi per togliere quelle macchie che non sono andate più via. Troppo riservato, anemico nell'anima, così mi hanno sempre dipinto, mi sono tenuto addosso il vestito del pregiudizio e, mi stava quasi comodo. Almeno finché non ho scoperto di avere una grancassa nello sterno, allora i panni che portavo addosso sono diventati stretti in un attimo. La vita era stretta, tutta intorno a me. Contenerti è stata un'impresa titanica, come provare a mettere un veliero in una bottiglia di gassosa. Rannicchiata con le gambe al petto, i piedi ficcati in quei sandali consunti, gli occhi lontani, fusi come mercurio, la mente in quel posto visibile solo ai tuoi pensieri. Tu volavi via, costantemente. Le anime pure spezzano le monotonie della vita, quando pensi che i tuoi treni siano incanalati su strade stabilite e sicure ecco che ti cambiano il binario. Ti ritrovi lì, come un coglione, biglietto in mano e orecchio teso verso l'altoparlante. Il poco che basta per rigettare il caos nella tua esistenza sterile e calibrata. E ho pensato mille volte a come, nella vita, si è sempre pronti a prendere merda, quasi la si aspettasse, a come si rimanga increduli davanti ad un miracolo. La realtà è che quando uno non pensa di meritare qualcosa, ne ha paura. Io temevo quel tuo piccolo corpo e quell'anima sconfinata. Temevo i tuoi rifugi lontani, solitari, il tuo sorriso pieno e le tue lacrime corrosive. Non ho mai capito se eri il risultato di ciò che rimaneva della tua vita o il preludio di ciò che saresti diventata. Perfetta, quello si, lo sei sempre stata. Di quella perfezione fatta di carne pulsante, di dita veloci, di parole dolci e chirurgiche, di capelli bagnati, di spalle aperte e respiro forte. Non ho avuto braccia abbastanza grandi, né parole convincenti, non ho avuto abbastanza forza nelle gambe. L'ultima volta che ti vidi portavi quel vestito color ocra, quello che ti fasciava i fianchi ricordando all'umanità che tu eri un corpo predisposto all'accoglienza. I tuoi capelli assorbivano i raggi del sole ed ad ogni tuo movimento scoprivo nuove tonalità di colori a me sconosciuti. La realtà è che sono stato stordito dalla tua presenza, anestetizzato dalla tua essenza... un uomo può essere infinitamente piccolo dinanzi ad una donna. Ne percepisce la forza della natura, tutta chiusa in un corpo perfetto in tutte le sue forme. Involucro di quell'anima assordante. Ne "godevo il silenzio".
Ti ho lasciata andar via come si lascia affondare una nave in pieno oceano, pensando di restituire all'immensità qualcosa di davvero troppo grande.
“Ragazzi, lasciatelo stare; non voglio rogne nel mio pub”. Il buon vecchio Mike, ogni volta ci prova; pensano che lo faccia per difendere me ma, in realtà, cerca di evitare danni al locale. Mi chiamo Bob, Bob Grey, se il mio nome vi dice qualcosa, si, sono proprio io, il pugile o, meglio, l'ex pugile; il massimo, quello che si è venduto un incontro ed è stato cacciato dalla federazione. Andavo forte, 37 vittorie negli ultimi 37 incontri, 29 per k.o.; avevo un destro micidiale, veloce e potente, non chiedeva permesso, l'avversario non lo sentiva arrivare e dopo non si ricordava cosa ci facesse al mondo. Una carriera luminosa. Poi quell'incontro; non ho mai cercato scuse, l'ho fatto, sono andato al tappeto all'ottava ripresa, proprio come mi avevano detto di fare; dopo un gancio che non avrebbe stordito nemmeno una mosca; sono andato giù e non mi sono alzato se non dopo che l'arbitro col farfallino non ha decretato la mia sconfitta e credo che, in realtà, non mi sia più rialzato del tutto, sono ancora lì, sul tappeto di quel ring, da più di cinque anni. Ogni tanto vengo a farmi una birra qui da Mike, mi metto al bancone, di spalle alla stanza, come adesso, e mi bevo una pinta di birra scura, quella amara, e mangio salatini stantii. Non ho mai capito come faccia Mike ad averli sempre così vecchi, o il vecchio proprietario del bar ne aveva comprati un magazzino pieno oppure è lui che li invecchia apposta. Mi metto qui e non do fastidio a nessuno, fisso la mia immagine nello specchio dietro il bancone, mangio salatini storici, qualche volta guardo una partita in tv o un incontro di pugilato, divertente no? Fondamentalmente però sto seduto e conto le bolle della mia birra, le guardo scoppiare dense. In realtà mi chiedo sempre perché Mike mi faccia ancora entrare, con quell'incontro anche lui ha perso soldi, un sacco di soldi, ero una “scommessa sicura”. Una volta gliel'ho chiesto; “Mike”, ho detto, “com'è che mi fai ancora entrare nel tuo bar?”, “Spero di rifarmi dei soldi che ho perso, a suon di birre” mi ha risposto e poi ha aggiunto “e comunque non me la sento di mandarti in giro a far danni”. “Far danni”, già, come se a lui danni non ne faccio; una sera sì e l'altra pure che sono qui c'è sempre qualcuno che mi riconosce e vuole dire la sua; non è difficile, ero qualcuno prima di quel cazzo di incontro e qualcuno che, di botto, diventa nessuno fa un sacco di rumore. E' gente che ha scommesso e ha perso, anche con la vita; gente che non ha scommesso ma ci teneva lo stesso oppure gente che esce di casa con l'intento preciso di rompere i coglioni e, di solito, io sono il bersaglio grosso. Certo non è molto intelligente andare a disturbare uno grosso come un armadio e che faceva il pugile, categoria massimi ma, complice l'alcool ed una predisposizione alla stupidità che, di solito, gli si legge facilmente in faccia, una frase rivolta direttamente a me ci scappa sempre; come stasera. Sono arrivato al punto di scommettere con me stesso, guarda che ironia, sul momento in cui avverrà. Di solito non mi giro nemmeno, in fondo hanno ragione a prendermi a maleparole, lo faccio spesso anche io e poi spero sempre che si sentano soddisfatti e che la finiscano lì; lo faccio per loro, e per le suppellettili di Mike. Ma mi sbaglio sempre; non viene ascoltata nemmeno la richiesta di Mike, no, di solito continuano, mi vogliono spiegare perché l'ho fatto, come se non lo sapessi, come se non me lo ripetessi ogni dannato giorno degli ultimi cinque anni; ma loro no, loro devono insistere per spiegarti la loro teoria che, di solito, si riduce ad una sola parola: “fallito” e quando gli faccio notare che, se stanno lì, a quell'ora, ubriachi persi, nemmeno loro sono tanto “riusciti”, si incazzano pure. Stasera sono in due, avranno una ventina d'anni, non possono avercela con me per una scommessa persa, troppo giovani; probabilmente ce l'hanno con me per una speranza delusa, che è molto peggio. Alla fine ci sono un po' di cose fracassate, qualche sedia, un tavolo, molte bottiglie e bicchieri ma, soprattutto, un paio di nasi e qualche costola; come al solito Mike mi chiede di andare, ha ragione, per questa sera ho dato abbastanza fastidio; finisco in un sorso la mia birra, butto giù un altro paio di salatini stantii ed esco; il tizio che sta cantando dallo stereo dice pressappoco che tutto quello che ha sempre voluto, tutto quello che ha sempre desiderato, è lì fra le sue braccia ed allora mi chiedo a me cosa sia rimasto tra le braccia. E me ne torno a casa.
“Ragazzi, lasciatelo stare; non voglio rogne nel mio pub”. Il buon vecchio Mike, ogni volta ci prova; pensano che lo faccia per difendere me ma, in realtà, cerca di evitare danni al locale. Mi chiamo Bob, Bob Grey, se il mio nome vi dice qualcosa, si, sono proprio io, il pugile o, meglio, l'ex pugile; il massimo, quello che si è venduto un incontro ed è stato cacciato dalla federazione. Andavo forte, 37 vittorie negli ultimi 37 incontri, 29 per k.o.; avevo un destro micidiale, veloce e potente, non chiedeva permesso, l'avversario non lo sentiva arrivare e dopo non si ricordava cosa ci facesse al mondo. Una carriera luminosa. Poi quell'incontro; non ho mai cercato scuse, l'ho fatto, sono andato al tappeto all'ottava ripresa, proprio come mi avevano detto di fare; dopo un gancio che non avrebbe stordito nemmeno una mosca; sono andato giù e non mi sono alzato se non dopo che l'arbitro col farfallino non ha decretato la mia sconfitta e credo che, in realtà, non mi sia più rialzato del tutto, sono ancora lì, sul tappeto di quel ring, da più di cinque anni. Ogni tanto vengo a farmi una birra qui da Mike, mi metto al bancone, di spalle alla stanza, come adesso, e mi bevo una pinta di birra scura, quella amara, e mangio salatini stantii. Non ho mai capito come faccia Mike ad averli sempre così vecchi, o il vecchio proprietario del bar ne aveva comprati un magazzino pieno oppure è lui che li invecchia apposta. Mi metto qui e non do fastidio a nessuno, fisso la mia immagine nello specchio dietro il bancone, mangio salatini storici, qualche volta guardo una partita in tv o un incontro di pugilato, divertente no? Fondamentalmente però sto seduto e conto le bolle della mia birra, le guardo scoppiare dense. In realtà mi chiedo sempre perché Mike mi faccia ancora entrare, con quell'incontro anche lui ha perso soldi, un sacco di soldi, ero una “scommessa sicura”. Una volta gliel'ho chiesto; “Mike”, ho detto, “com'è che mi fai ancora entrare nel tuo bar?”, “Spero di rifarmi dei soldi che ho perso, a suon di birre” mi ha risposto e poi ha aggiunto “e comunque non me la sento di mandarti in giro a far danni”. “Far danni”, già, come se a lui danni non ne faccio; una sera sì e l'altra pure che sono qui c'è sempre qualcuno che mi riconosce e vuole dire la sua; non è difficile, ero qualcuno prima di quel cazzo di incontro e qualcuno che, di botto, diventa nessuno fa un sacco di rumore. E' gente che ha scommesso e ha perso, anche con la vita; gente che non ha scommesso ma ci teneva lo stesso oppure gente che esce di casa con l'intento preciso di rompere i coglioni e, di solito, io sono il bersaglio grosso. Certo non è molto intelligente andare a disturbare uno grosso come un armadio e che faceva il pugile, categoria massimi ma, complice l'alcool ed una predisposizione alla stupidità che, di solito, gli si legge facilmente in faccia, una frase rivolta direttamente a me ci scappa sempre; come stasera. Sono arrivato al punto di scommettere con me stesso, guarda che ironia, sul momento in cui avverrà. Di solito non mi giro nemmeno, in fondo hanno ragione a prendermi a maleparole, lo faccio spesso anche io e poi spero sempre che si sentano soddisfatti e che la finiscano lì; lo faccio per loro, e per le suppellettili di Mike. Ma mi sbaglio sempre; non viene ascoltata nemmeno la richiesta di Mike, no, di solito continuano, mi vogliono spiegare perché l'ho fatto, come se non lo sapessi, come se non me lo ripetessi ogni dannato giorno degli ultimi cinque anni; ma loro no, loro devono insistere per spiegarti la loro teoria che, di solito, si riduce ad una sola parola: “fallito” e quando gli faccio notare che, se stanno lì, a quell'ora, ubriachi persi, nemmeno loro sono tanto “riusciti”, si incazzano pure. Stasera sono in due, avranno una ventina d'anni, non possono avercela con me per una scommessa persa, troppo giovani; probabilmente ce l'hanno con me per una speranza delusa, che è molto peggio. Alla fine ci sono un po' di cose fracassate, qualche sedia, un tavolo, molte bottiglie e bicchieri ma, soprattutto, un paio di nasi e qualche costola; come al solito Mike mi chiede di andare, ha ragione, per questa sera ho dato abbastanza fastidio; finisco in un sorso la mia birra, butto giù un altro paio di salatini stantii ed esco; il tizio che sta cantando dallo stereo dice pressappoco che tutto quello che ha sempre voluto, tutto quello che ha sempre desiderato, è lì fra le sue braccia ed allora mi chiedo a me cosa sia rimasto tra le braccia. E me ne torno a casa.


40 scodinzolii:
Perfetto!
Ho il vuoto in testa, non riesco a scrivere un commento...
Wow Maraptica... che post stupendo, ma non avevo dubbi in merito... sei stupenda!!! :-)
..senza parole,solo un bacio..
Grande.
gran canzone e gran post :P
Ho scritto lì e scrivo anche qui..
Entrambi emozionanti :D
Maraptica.. sei "dotata", è sicuro!! :P
.. ti aggiungo nel mio blogroll! ;)
Lisa :)
bel post!!!
ottima la canzone che hai scelto... l'adoro questa canzone... quanti ricordi...
Io non so più davvero in che modo dire che VI AMO!
Siete grandiosi singolarmente, ma in coppia siete IMMENSI..
I Depeche mode favolosi..
Che altro aggiungere..
Ah, sì...
Auguri a "CLANDESTINI DI RAZZA" che oggi compie 3 anni, NON QUATTRO, stordita hahah!
Nasce il 17 0ttobre del 2008 :D
Prrrrrrrrr!
Mare'..ti abbacio :-*
bravi!!!
Niente da eccepire,scrivi molto bene e susciti sempre interesse.
Buona serata,Costantino
Pensavo mentre guidavo al tuo post-
devo riflettere prima non rispondo
mai così per cortesia- Pensavo a Te
agli Animali che sono l'Oro del mondo -A Pasolini-Cosa resta?
I migliori muoino la loro bocca
chiusa,sminuiti,ridotti-
Pensavo però che non può essere tutto
quì esistere tutto questo vuoto e
sofferenza C'é qualcosa Dopo-
Egill
All'inizio ero un po'titubante dato che il video da te postato è in inglese ed io purtroppo non lo conosco poi invece leggendo i due post ho avuto come un sussulto per la
loro intensità e per essere riusciti ad ottenere l'ammirazione di tutti.
Di te poi conosco molto bene la tua abilità nel riuscire a coinvolgerci in ciò che scrivi.
@Baol: Proprio così! :*
@Totò: Toglieti di lì, dai la tastiera a Gina! ;)
@daisy: Merito anche di Baol... se mi metto in sfida con lui devo cacciare qualcosa che risiede mooolto in profondità. Altrimenti sicuro mi fotte! ;)))
@riri: Grazie riri, sei sempre dolcissima :*
@pOpale: Grazie ;)
@Isabel: Ringrazio anche te cara :)
@Lisa: Grzie mille Lisa! Mi fai vergognare ;) Un abbraccio
@Pupottina: eh già... l'ho scelta per questo :)
@Grace: Non a aso tu fai la mestra, e manco di matematica... che non ci voleva tutta st'arte e farsi due conti. Solo che io sto rinco dalla nascita :))) Vabbhè 3... ma nello stesso giorno! Coincidenzachefasorridere!!! Grazie maè, sempre gentileassaitu
p.s. Se in coppia siamo immensi è perchè Baol mangia troppo, dillo a lui! ;)
@Ernest: Grazie!
@Costantino: Un sorriso Costantino, ti ringrazio :)
@egill: Al dopo ci penso spesso, non vorrei rimaner delusa... forse è un appiglio necessario a questa esistenza a tratti insostenibile. Ti abbraccio cara
@il monticiano: Grazie Aldo, davvero... a volte una canzone va seguita e basta, a prescindere dalle parole. Musica e note che frullano nella testa e arrivano al cuore. Un caro saluto!
Sò che stavate aspettando le mie considerazioni.....
il tuo racconto fatto di considerazioni avvolgenti di anima e di cuore ... Mr B. racconta storie in cui ci proiettiamo,in cui assaporiamo la birra del personaggio e mangiamo quei cazzo di salatini sfatti!!! .... fatele più spesso queste sfide costruttive!!! o.ò _marì
Bellissimo!!
E auguri, auguri per Il tuo compliblog mia cara, bellissimo, unico e stupendo..PRORPIO COME TE!!
Vi amo entrambi.
Comunque Sarah continua ad essere infinitamente piu' bella :D
@GIALLOSANMARINO: Eccerto che ti aspettavamo cicciottina mia! Più spesso? Na parola a seguire Mr.Baol... questo scrive come un forsennato! ;)***
@Debora: Grazie dolcezza, grazie di tutto :***
@Gio: Credo che Baol possa solo che tirare un sospiro di sollievo sapendo che non lo ami come ami le donne :) ahahahahahah Ciao amico mio!
@Gio: Dimenticavo una cosa fondamentale, tanto per rimanere in tema... anche NOI (io e Baol) CI amiamo assai! :-PPPP
Come detto a Baol, penso tu abbia scritto un pezzo stupendo: hai una dote in te, che racchiuderla in due o tre parole sarebbe farti un torto. Hai un che di speciale, di ruvido e di dolce, di forte ma di tenero, non so come definirlo. C'è sempre l'incanto in me quando leggo qua da te. Sei stata molto brava cuGGGì. Molto :)
Non di meno Baol: lo riconosco ormai, un po', nella sua prosa. Ha scritto un pezzo che a me ha reso la sensazione di vivere ciò che raccontava, come fossi dentro nelle sue parole.
Non so se questa vostra esperienza la ripeterete: spero di sì, ma magari non sarà così importante..non tanto quanto l'amicizia che v'ha unito :)
Un bacione!
La differenza e' che nel mio caso non trovi le parole per dirlo
<3 Gio <3 Sarah <3
TIMIDONA :D
Insieme avete scritto un vero capolavoro, stilisticamente pregevole, ma quel che più importa emozionante ed intenso, uno dei post più belli che ho letto :)
.. il resto puoi leggerlo di là.. :))
un abbraccio
Ecco, io vengo da quel di Baol, e volevo dirti che certe parole davvero sanno come colpire.
Complimenti*
quando vengo da te torno sul mio blog con qualcosa in più. La sensazione di aver letto non un semplice post, ma di aver fatto un bagno in un mare cristallino, dove il fondale che riesco a scorgere è un'anima pura, sensibile e altruista. La sfida che hai lanciato a Baol ha sortito l'effetto sperato: due piccoli capolavori! ;) Auguri -in ritardo-per il compleblog!
testo stupendo e ricco di emozioni...
complimenti davvero! ;)
passo al secondo... buona giornata e a presto!
marco
@chaill: Grazie dolcezza, me le gusto tutte le tue belle parole e mi ci riconosco un pò, in quel dolce ruvido che m'ha sempre caratterizzata. Vuol dire che ciò che esce dalla mia scrittura è qualcosa di estremamente simile al mio modo di vivere. Non potrebbe essere altrimenti. Se replichiamo non lo so, si vedrà, mai dire mai! Io a Baolito gli voglio proprio bene :) Smuack
@Gio: Cosa non ti inventeresti amico mio! Vergogna! ;)
@albafucens: Cara alba, aspetto i tuoi post come piccole perle di saggezza, quando appari prima nella mia lista a destra ci clicco sopra come stessi per aprire uno scrigno pieno d'oro... ovvio quindi che le tue parole mi riempiono di gioia. Un enorme bacio
@apepam: Benvenuta ape e grazie, sei stata molto gentile a passare di qui :*
@Turista: Per te che di mari cristallini ne hai visti parecchi, questo è un complimento che mi tengo stressa stretta :) Grazie mille anche per gli auguri al mio blogguzzo ;)*
@Marco: Grazie a te! :) A presto
Buon bloganniversario Sarah, ci hai fatto un bel regalo con questo racconto (ispirato in parte ai tuoi viaggi?), e hai fatto un bel regalo al blog.
@Alligatore: Grazie Ally per gli auguri, se è arrivato come un regalo ne sono felice, è uscito così, come quasi tutto ciò che scrivo in questo blog :) A presto
In questi appunti di viaggi lunghi
brevi o solo mentali delinei figure
accattivanti-suggestiva l'atmosfera-
il boxer reca'l'impronta di gialli
americani anni 40-
Comunque "clandestini di razza"-
Egill
@egill: Comunque sei sempre magnifica nei tuoi commenti egill. Enorme.
Il tuo è un bel blog, fatto di te..augurissimi
:-)ed un abbraccio
La canzone l'adoro. E i pezzi che avete scritto... molto belli entrambi. In ciascuno c'è qualcosa che mi ha colpito profondamente... bravi, davvero! :)
Che dire...
@riri: Grazie riri, sei piena di dolcezza e non esiti mai a cacciare parole bellissime. Un grosso bacio
@Fra: Grazie sicula! Sono felice ti siano piaciuti :)***
@Astronauta: Anche un pò di silenzio va bene :)
Senti capisco ..Enjoy The Silence..
ma non dilunghiamolo sto silenzio :((
scrivi anche una barzelletta, tanto io manco le capisco mai le barzellette, mi devo sempre far fare i disegnini :))
Post! voglio un tuo post: please :))
Baci cuGGGì :)
mi piace Mike e mi piaci Tu....
@chaill cuGGì: Oh cuggì pure tu c'hai raGGione assai, solo che sono un pò incasinata e non arrivo a seguire il mio e i vostri blog come vorrei. Comunque a giorni posto un saluto che starò via per qualche tempo, ma mi porto il piccì... non resisterei senza di voi :)***
@Gio...illusion: Tutti i personaggi del grande Baol sono eccezionali, proprio come il loro creatore ;) Per il resto, hai gusti pessimi :) Ciao Gio!
Sarahhhhh!!! Finalmente quell'altro omone grosso come un armadio, ma che non fa il pugile, è riuscito a entrare qui dentro anche lui! :-) Non è che avessi dubbi sulle tue capacità narrative, ma commenti su quello che hai scritto sarebbero superflui amica mia! Invece bisogna che tu adesso rida, insieme a Baol, visto che scriverò questa cosetta anche da lui! Potevi mai credere tu che questo bel video potesse avere un qualche minimo collegamento con Lolli? eheheheh E invece sì! A proposito di silenzio (fra l'altro l'inglese di questa bella canzone si capisce quasi tutto, buon segno per il tuo prossimo viaggio), ho recensito tempo fa proprio un album di Claudio Lolli e il titolo della recensione fu...guarda caso (te la linko)...Voglia di silenzio! :-)
E ora tocca a Mimmo! Vado subito da lui :)
Buon viaggio tesoro, un abbraccio ci VEDIAMO al tuo rientro! Poi ti interrogo, e parleremo solo in inglese eheheh :)
@nico: Eccolo! In ritardo ma arrivi, è quel che conta! Ma figurati se non mi trovavi un qualche collegamento con Lolli! Sei incorreggibile caro nico! ;) Grazie per le belle parole che riservi sempre per me e per il mio caro amico Baol, siamo fieri della tua presenza :)
Un grosso abbraccio eh.... assolutamente NO, io e te parleremo sempre e solo in dialetto abruzzese :-DDD
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