venerdì 3 giugno 2011

Pezzettini di vita

Ci penso spesso ma, non mi sono più domandata cosa fosse la morte da quando, a cinque anni, ne accettai l'esistenza. Rammento che avvenne con rassegnazione, come quando si cerca di buttare giù a spallate un muro di cemento... finisce che t'arrendi. Non ce la puoi fare. Mi ricordo che avvenne un giorno qualsiasi, morì una vecchietta del paese e mia madre mi portò con se al funerale. Mi trovai di fronte un dolore che non aveva nulla a che fare con il lividi e le sbucciature di ginocchia di cui giornalmente mi ricoprivo. Io non conoscevo lacrime che per quello, per il male fisico. "Mamma che ha fatto la signora?"... "e' morta Sarah, è andata in cielo"... "perché?"... "perché era anziana ed è arrivato il suo momento". Credo non ci sia nulla di più personale che fare i conti con l'idea della morte. Nella mia mente di bimba mi colpì profondamente l'idea del distacco, irreversibile. Volevo tutelare il mio piccolo mondo, fatto di casa e di coccole materne, di giri in bici, di pane e pomodoro... avevo il terrore di non poter rivedere mia madre, cominciai a tormentarla con le mie domande, con i miei pianti. Per giorni non pensai che a questa cosa bruttissima, insopportabile, che era il trapasso. "Perché devi morire pure tu mà?"... "Sarah prima o poi tutti muoiono ma non ci devi pensare ora, avverrà tra tantissimi anni, è una cosa lontana lontana"... "si ma perché dobbiamo morire?"... "è la natura, il corpo invecchia, ma nel mezzo ci passa una vita". Solo ora capisco quanto l'ho tediata in quei giorni, arrivò a parlarmi di angeli che giocano in cielo, di nuvole soffici e calde, una madre cerca di rendere dolce anche il più atroce dei pensieri. "Se vogliono giocare con me sti angeli, vengono loro giù"... non sono mai stata una a cui piacciono i compromessi. I giorni mi fecero digerire a malavoglia la cosa e, pur accettando questo pensiero orrendo, non volevo mollare all'idea di perdere mia madre per sempre. Se non sarà più in questa vita, sarà nella prossima... le pensai tutte e non mi riuscì nulla di meglio che ideare uno stratagemma per "riconoscersi" nella nuova esistenza. Nessuno mi parlò di un'altra vita, dopo la morte, una rinascita in un nuovo corpo, ma per me fu elementare che così fosse. Mia madre ed io stringemmo un patto che, ancora oggi, a ripensarci, ci fa sorridere: nel fatidico momento avremmo ingoiato rispettivamente un foglietto con nomi e segni di riconoscimento (è sottinteso che nella nuova vita non si ha memoria di quella passata, bisogna pur aiutarsi per ritrovarsi...). Mi sembrava un'idea impeccabile e mia madre fu felice di accordarmela, nella speranza di metter fine al mio (e al suo) tormento. Trovai pace e dimenticai (?) la questione. A distanza di anni mi rendo conto di aver solo razionalizzato il pensiero, ma dentro è rimasta la paura, quella viscerale, marcata dalla consapevolezza che si ha quando si cresce.
Ho perso nel corso della mia vita tante persone a me care, non ci sarà foglietto ingerito che me le restituirà.

58 scodinzolii:

Baol ha detto...

Ci sono invece tanti foglietti che si accumulano dentro, in quella cosa che passa tra nascere e morire: la vita.
Ci sono tanti foglietti fatti di facenomiluoghisaporiodoridolorigioeipassioni che si formano, si stratificano dentro; molti non avremmo voluti ingoiarli, molti altri non vedevamo l'ora.
Cosa ne sarà dopo? E chi può dirlo? Nessuno lo sa per certo, magari siamo il sogno di qualcun'altro e ancora non lo sappiamo.
Quello che non ti verrà restituito ha un peso, se lo ha è perchè ti ha dato tanto.
Un abbraccio :*

Baol ha detto...

E tanto per sdrammatizzare...

X Gio: Tiè, così non arrivi manco secondo!!!!

Alligatore ha detto...

Con questo blog ti sei assicurata l'immortalità Sarah...

p.s. Baol, sei imbattibile ;)

Ernest ha detto...

Ho letto questo post tutto d'un fiato... ricordo il mio incontro con la morte, era la mia bisnonna mi ricordo la gente e la loro faccia ma io non capivo volevo vedere ma non capivo.
Ti ringrazio per queste parole
un saluto

Debora ha detto...

Anche io ero bambina la prima volta che ho incontrato questa "signora", avevo 8 anni, e venne a mancare la mia bisnonna, mi ricordo che i miei genitori svegliarono me e mio fratello nel cuore della notte, e ci portarono da mia zia..
Ho ancora il ricordo di un'ambulaza ferma davanti alla nostra casa, gente che saliva e scendeva, e uno strano silenzio..
Mi ricordo che la mattina seguente venne mio padre a trovarci, e fu la prima volta che lo vidi piangere come un bimbo e disse che la nonna Co' non c'era più.. La nonna Co', la nonna Càrola, per me e mio fratello era la nonna Co', una donna speciale, la mamma di mia nonna, la nonna di mia mamma..
Uno sguardo dolce, e una bontà sconfinata...
Da quel giorno cambiò tutto, da quel giorno mi sento strana quando entro ed esco da casa, io ora abito nella casa che fu di mia nonna e della nonna Co'..
Oggi, come per te sono venute a mancare tante persone della mia vita, e vivo nel terrore di quando perderò mia mamma, quando perderò mio papà..Oggi son convinta di non reggere al dolore, e oggi, a 30 anni, non mi sento ancora pronta ad affrontare la vita senza loro...
Ma cerco di farmi forza, e non pensarci, quei giorni sono ancora molto lontani...

R4SENN4 ha detto...

Nella mia personale esperienza, non ricordo di preciso quando ho realizzato che avrei dovuto far i conti con la morte, ma dovevo essere molto piccolo, visto che tutti gli altri bambini avevano i nonni tranne me, poichè ne ho conosciuta solo una che è morta quando avevo 5 anni, e poi i miei genitori...che siccome loro si consideravano vecchi non facevano altro che "prepararmi" alla loro imminente morte! Quindi mi sono sempre sentito un quasi-orfano per tutta la vita! La morte in un certo senso mi è sempre stata familiare! Per fortuna che almeno il mio vecchio mi è rimasto, e alla veneranda età di 88 anni se la cava bene! Però ne ho vista di gente morire...ma mi rendo conto che ogni volta la cosa mi trova impreparato...nonostante i miei mi ci avessero preparato per tutta la vita! ma io lo sai sò de coccio :)

il monticiano ha detto...

Che dolcezza cara Sarah, quello che hai scritto così teneramente mi ha davvero emozionato e commosso.
Sarà forse perché sono vicino a quella "meta",

riri ha detto...

E' difficile accettare l'dea del distacco, a qualsiasi età, da adulti, se ami una persona e la perdi..un pezzo di te è morto..ma è bella l'idea dei fogliettini, è tenera, si scrive un pò anche per essere ricordati. Un bacio

... daisy... ha detto...

Cara Maraptica... io con questa idea sono rimasta folgorata dopo i 17 anni dopo la morte di alcuni ragazzi che conoscevo per incidenti stradali. Per anni ho tormentato mia madre con le stesse tue "torture" solo più da "grandi"... per anni ho tormentato me... e l'idea ha tormentato me con attacchi di panico, depressioni ecc. Mi piace l'idea del biglietto, ma poi come fai? Come fai.. ingoiandolo si dissolve... Io vorrei credere in una vita, in una reincarnazione... ho una paura fottuta di perdere le persone che amo... e ho pure una paura fottuta del momento dell'addio a questo mondo. Ho paura che chiuderò gli occhi e ci sarà il buio... scusa lo sfogo, ma non sai quanto questo tuo post mi abbia risvegliato i pensieri che cercavo di mettere da parte. Comunque... comunque... capisco come ti sentivi a cinque anni... io continuo a sentirmi così!

Grace (ma NANA che al REFERENDUM vota SI) ha detto...

Non sai quanto mi tocchi in questo momento quanto hai scritto..
Non mi va di scriverne...ma sappi che le tue parole sono molto preziose..

MadiS ha detto...

ho da pochi giorni perso mio nonno, e ancora una volta di fronte alla morte mi rendo conto che non la so afforntare, razionalizzare, accettare... comprendere. E non credo cambbierà, questa cosa.

Le tue parole mi hanno commossa...

elena ha detto...

il confronto con la morte si ripresenta in ogni età, passa dalla paura, alla speranza che non sucedererà mai, al dispiacere di non riuscire a fare tutto ciò che si vorrebbe fare, alla tristezza di lasciare qui le persone care...
una cosa è certa è parte della vita, esiste perchè esiste la vita, è l'altra parte dell'esistenza, il suo opposto, non è una negazione e in quanto tale non ci deve fare paura. ciao un bacio

Adriano Maini ha detto...

Eri una bimba intelligente e sensibile!

Maraptica ha detto...

@Baol: Non mi spaventava il dopo e non mi spaventa nemmeno ora. personalmente credo non ci sia nulla, siamo parte del ciclo, si muore come tutto finisce in natura. L'idea di una nuova vita mi piace, la trovo adatta al ciclo vitale a cui apparteniamo, il famoso "cerchio" per cui tutto ruota e mai finisce. E' il peso dell'assenza che a volte è insopportabile, un abbraccio a te :*
p.s. Primo e secondo, non c'è storia! ;)

@Alligatore: Ed anche le persone a cui voglio bene? No perchè, altrimenti, non voglio vivere in eterno! Scherzo, ho capito cosa vuoi dire... una parte di noi rimarrà sempre, il segno del nostro passaggio è indelebile finchè ci sarà qualcuno a ricordarci. Un salutone Diego

@Ernest: Vedi? L'ho scritto... da piccoli ognuno fa i conti in modo personalissimo con la morte. Fa tutto parte della vita. Grazie a te per le tue parole, un saluto :)

@Debora: Ho i tuoi stessi pensieri, la paura (anche se vissuta in modo personale) è un sentimento come un altro, tutti la proviamo in qualche modo. Forse hai ragione tu, non bisogna pensarci (o quantomeno proviamoci)... a volte mi rimane così difficile! Me la vedo la tua bisnonna sai? :) Ti abbraccio

@R4SENN4: In questo caso siamo tutti de coccio Massy! ;) Tuo padre è una forza, quello che mi hai raccontato (lo scooter etcetc) mi fa ben pensare che arriverà tranquillamente oltre il secolo :) Magari hai ripreso da lui che dici? ;)

Maraptica ha detto...

@il monticiano: Non dire così che mi fai piangere, c'è tanto tempo ancora per tutti... per tutti quelli a cui voglio bene. Un tempo infinito :) Ciao Aldo

@riri: Si, ci pensai notte e giorno, mi sembrò un'idea magnifica riri... sarà per quello che ora scrivo in questo blogghetto?! :)

@daisy: Io sono convinta che ognuno di noi "vive" la morte in un modo tutto suo, la paura è comune, ma la sensibilità che ci distingue fa la differenza. Che tu fossi una ragazza magnifica s'era bello che capito e ora, leggendo le tue parole, ritrovo una paura identica alla mia. Sei stata brava a riportarla bianco su nero. Ti sento :*
p.s. Anche io per lungo tempo ho sofferto di attacchi di panico, un giorno ho capito che per paura di morire non stavo più vivendo. Mi ero seppellita da sola. E io volevo, e voglio, vivere!

@Grace: Non devi dire nulla che non ti va di dire, ti abbraccio forte (per questa volta farò finta che tu non sia una maestra) :))))****

@MadiS: Le ho scritte perchè una persona a cui voglio un bene immenso si sta avviando al non ritorno. Come dici tu, non mi ci abituerò mai. Non finchè sapremo amare così tanto. Un bacio

elena: Razionalmente so che è così, ma poi dentro, la carne, le viscere, mi si spremono e non riesco ad accettare tante cose che fanno parte della morte. Praticando yoga ho appreso bene cosa voglia dire "ciclo vitale", so che senso ha la vita, proprio grazie alla morte. Sono i miei sentimenti che non ne vogliono sapere :*

@Adriano: Forse anche troppo, sarei dovuta essere più spensierata a quell'età :)

Enzo ha detto...

Amo la vita e odio la morte. Non l'accetterò mai e meno che mai accetterò quello scherzo della vita che sono i legami forti, di sangue. Perderli, il solo pensare che si dissolvano nell'universo mi provoca dolori lancinanti. Tutto scorre. Riceviamo e perdiamo.

egill-larosabianca. ha detto...

Si muore un poco per volta quando
perdi qualcuno che amavi-conosco
bene quel vuoto quel morso dentro-
Dopo tanti morsi il cuore assomiglia
a un torsolo di mela gettato in un
campo,dove non cresce più niente-
Egill

Maraptica ha detto...

@Enzo: Lo sento il tuo dolore, mischiato alla rabbia. E lo riconosco. La natura è una cosa troppo grande, non possiamo sottrarci. Grazie di esser passato Enzo. Ciao

@egill-larosabianca: E' stupenda e rende l'idea dell'aridità dell'assenza. Vengo a visitare il tuo blog. Un saluto

Gio ha detto...

Maraptica, pensa che di questo parlavo ieri con due miei amici ospiti da me, che hanno una bimba di 5 anni che sta scoprendo la morte.

E gli ho parlato proprio, senza sapere che ne avessi scritto, di quello che hai raccontato qui, dello stratagemma del foglietto.

PS: gli ultimi saranno i primi, alla facciazza di Baol ;-)

Maraptica ha detto...

@Gio: Dovrei brevettare l'idea?!... no, il fatto che possa alleviare il tormento di qualche piccolino, mi fa stare bene ;)
Hahahahahahahahahah lo sai che Baol è il mio preferito! ;)

Baol ha detto...

@ Gio: PRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRR!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

:D

Paolo ha detto...

La stragrande maggioranza di noi dopo la morte rinascerà per via del ciclo di nascita e morte che si può spezzare solo col Nirvana.
Per il buddismo la morte è una trasformazione come le altre che rispetto ad esse ha la sola peculiarità di separare l'esistenza dalla materia. Ma anche questo fatto, pur nella sua terribile e devastante profondità, viene superato nel buddismo dalla considerazione della materia come null'altro che uno degli innumerevoli casi particolari di energia. Così il buddismo ci insegna che con la morte la vita non scompare affatto, ma si ritrae in uno stato di latenza che i giapponesi chiamavano (e chiamano) KU.
Buona giornata
Paolo

Gio...Illusion ha detto...

argomentino...

troppo per la mia instabilità...

ritorno...

Gio ha detto...

Baol, smettila di impossessarti dell'account di Maraptica ;-)

nico ha detto...

Grazie Sarah, grazie! Come già qualcuno ha detto nei commenti, questo post si legge tutto d'un fiato, perché secondo me pochi di noi tesoro sono esenti veramente da questa paura! Soprattutto appunto per la perdita degli altri. Anche la mia esistenza è stata toccata tanto da questa paura, diventata poi realtà, con mia nonna quando avevo 10 anni, poi con gli altri nonni, fino alle ultime due separazioni, la prima quella da Gianni, abruzzese come noi. Ma voglio chiudere il commento con il nostro Claudio Lolli! Come che c'entra? Se leggi infatti della mia ultima separazione forte, quella da mio papà, ho riportato di un sms che mi ha mandato Lolli quando è successo! In effetti ha ragione, lui di morte se ne intende! :-)
Un abbraccio forte, e grazie

elena ha detto...

sulla teoria razionale siamo tutti molto ferrati, io almeno mi considero davvero un piccolo genio ;)... è il confronto con la pratica che resta sempre complicato e resta dificile applicare le teorie! quindi tranquilla... è tutto nella norma! :) ciao

Maraptica ha detto...

@Baol: Heheheheheheheh ;)

@Paolo: L'idea della reincarnazione mi è sembrata la cosa più naturale in assoluto, da quando ho incontrato l'idea della morte. Il ciclo ha una sua logica, per me impeccabile. Praticando yoga costantemente mi ritrovo spesso ad affrontare questi pensieri con la mia maestra e ciò che ne esce mi da sempre profonda tranquillità. Un saluto ;)

@Gio...illusion: Quando vuoi :)

@Gio: Heheheheheheheh pazzo Gio ;)

@nico: Grazie a te per avermi linkato questi scritti stupendi Nico, nomini posti in cui ho passato taaaanto tempo (Castiglione a Casauria) e mi sembra che il mondo sia un pò più piccolo e la morte un pò più sopportabile. Sei sempre molto molto gentile e profondo con le tue parole. Un caro saluto

@elena: Hehehehehehe nella norma vuol dire esente da dolore?! Grazie elena, tu che rendi immortale cose e persone, fotografandole ;)

giardigno65 ha detto...

e no sarà un digestivo a fartele dimenticare

Marco Michele ha detto...

più che la morte è proprio il soffermarsi sulla paura della perdita di persone care ad incutere insicurezze e timori...
meglio evitare di pensarci, finchè si ha la fortuna di riuscirci...
buona giornata e a presto,
marco

nico ha detto...

Ma che bello Sarah, anche tu hai "bazzicato" tanto a Castiglione? Allora sicuramente conosciamo diverse persone in comune, ne sono più che certo! Questo è fantastico! :-) Un caro saluto anche a te, sei una bella persona sai? :-)

Maraptica ha detto...

@giardigno: Fortunatamente... no :)

@Marco Michele: Hai ragione, è l'idea del distacco sopra ad ogni cosa. Non pensarci? A volte proprio non ci riesco. A presto :)

@Nico: Direi tanto tanto, per nove anni di fila, avevo il "uajon" delle Masserie! :) Grazie Nico, un giorno ci prendiamo un caffè e ci raccontiamo dell'Abruzzo forte e gentile ;)

... daisy... ha detto...

Maraptica... ti ringrazio ed è esattamente il mio pensiero... Ti abbraccio fortissimo...

contessa miseria ha detto...

leggendo questo post mi è venuta in mente la colonna sonora del film la finestra di fronte.
"la tua assenza mi appartiene"... credo che quando ti manca qualcuno è come portare addosso un vuoto che poi diviene parte di te...concordo con te, è un ciclo,la vita è questa non si può fare nulla se non amare il più possibile le persone a cui teniamo...

TuristadiMestiere ha detto...

tenerissima l'idea del foglietto. La morte di una persona mi atterrisce per il vuoto che proverei. Un'assenza costante che ti divora e che non si riesce mai a colmare. Uhm...non ci voglio pensare ché poi lo sogno.

Maraptica ha detto...

@daisy: Un abbraccio grandissimo a te tesoro :*

@contessa miseria: E lo facciamo, amiamo e soffriamo in egual maniera. per tutta la vita. Che bello ogni tanto leggerti :)

@TuristadiMestiere: Ah ma allora tu sei come me?! Che quando un pensiero ti attanaglia la mente non ti molla neanche di notte! ;) Un abbraccio

mark ha detto...

Leggerti è come scivolare su una superficie insaponata, fluente e senza soste per arrivare indenni alla fine, dove ad attenderci c'è una parte delle nostra vita arrotolata in un foglietto.
Salutoni

bussola ha detto...

volevo commentare l'ultimo post... dicendoti che venerdì anche io avevo intenzione di scrivere un post per il si... ma non mi da la possibilità di fare commenti.... lo hai bloccato tu o è blogger che ha il ciclo????

Aly ha detto...

Parlare di morte è sempre qualcosa di delicato...è come camminare sulle uova... L'idea di lasciare le persone a me care spaventa molto e spaventa anche l'idea che una volta di là non ricorderò tutta la mia vita di qua... Ho un amico invece che crede nella reincarnazione, pensa di essere già intorno alla decima... Personalmente, come ti dicevo, credo nell'aldilà, credo che l'anima continui a vivere, anche se non so bene il come. E' più di un "credere" però, diciamo pure che ne sono convinta perchè "ne ho le prove"...
Un consiglio: dai qualche lettura ai libri di Terry Pratchett, in particolar modo a "Morty, l'apprendista" e "Il tristo mietitore": sono libri fantasy umoristici, e sdrammatizano un pò la morte...x l'estate è una buona lettura.
un abbraccio ;)

Maraptica ha detto...

@mark: Indenni, è la parola che mi ha fatto tirare il sospiro di sollievo :) Grazie mille per le tue parole

@bussola: No No è colpa mia, sono stata fuori tutto il giorno e non volevo che nascesse qualche incomprensione tra i commenti che non avrei potuto controllare! Lo grido anche qui e ancora e ancora: SI SI SI e SI! ;)

@Aly: L'idea della reincarnazione mi piace tantissimo, perchè vicinissimo al concetto di ciclo vitale secondo il quale tutto nasce, muore e... ricomincia da capo. Grazie per i link cara :) Ti abbraccio

Maraptica ha detto...

@Aly: Ho scritto link al posto di "libri", deformazione professionale da blogghista?! -.- Ancora un bacio

La Ballata di Stroszek ha detto...

È bellissimo ciò che scrivi e purtroppo è così come dici.
Possiamo anche portarli nella memoria, ma per egoismo forse, nessuno ci toglierà veramente dalla testa l'idea che quando uan persona poi l'abbiamo persa, è per sempre.
E non ci sono foglietti che tengano..

Maraptica ha detto...

@La Ballata di Stroszek: L'atto materiale, il poter toccare sotto le mani... è una cosa a me essenziale. Quando una persona scompare per sempre rimangono i ricordi fortissimi, ma lascia un vuoto immenso che non è proprio possibile colmare. A presto :)

Costantino ha detto...

Il tuo post contiene la domanda fondamentale "Perchè si deve morire?"

Maraptica ha detto...

@Costantino: Per dar senso alla vita? Non lo so, davvero. E non credo ci sia una risposta, se non... è la natura. Ciao :)

Francesco Zaffuto ha detto...

arrivo un po' tardi nella lettura di questo post, ma è un argomento che non passa e tu sei riuscita a trattarlo con rara amara dolcezza
ciao

Maraptica ha detto...

@Francesco: Non è mai tardi per leggere in giro i post presenti e passati :) Grazie

chaillrun ha detto...

vedo la morte come atto di rinascita, sebbene abbia provato dolore e anche delusione quando persone care se ne sono andate.

felice domenica :)

Maraptica ha detto...

@chaillrun: Vuol dire che sai vedere oltre, e non è cosa da poco. Buon lunedì :)

riri ha detto...

...c'è un raggio di sole che s'intravede..un bacio

nico ha detto...

Approfitto della tua risposta che non avevo ancora visto per dirti un EVVAIIIIIII!!!!! Ce l'abbiamo fatta Sarah! Abbiamo rotto i coglioni parecchio, ma era a fin di bene :-)
Ora questo caffè diventa obbligatorio prendercelo al più presto! E poi una che ha avuto "iu uaglion di a masserije" può essere soltanto mitica! Se vieni a Roma fa' un fischio! Un abbraccione, a presto

Maraptica ha detto...

@riri: E che sole cara, caldo e avvolgente :)

@nico: Grande vittoria, sono stanca morta ma felicissima :)
Non mancheremo per il caffè, che a raccontare l'Abruzzo non basterebbero 10 cene! Saluti a te e a Maria!

chit ha detto...

non credo esista UN momento "giusto" o "buono" per fare conoscenza con una realtà ineluttabile come quella della morte e chiunque, chi prima o chi dopo, ne ha preso o ne ha dovuto prendere più o meno coscienza.
Io, come raccontai nel mio post per i miei primi 40 anni, ho deciso che del dopo me ne occuperò solo a momento debito se proprio proprio non troverò di meglio da fare tanto, come diceva quel famoso filosofo...
Dio mi perdonerà, è il suo mestiere!?! ;-)

Un abbraccio

TuristadiMestiere ha detto...

sìssìssìssì evviva! P.S. riguardo a questo post specifico: sì, evidentemente siamo uguali: quando mi frulla qualcosa per la testa, non mi abbandona mai, neppure di notte!

riri ha detto...

..scrivi molto bene, volevo dirtelo da un pezzo:-)
Adesso è l'ora di rimboccarsi le maniche..un bacio e buona giornata.

Fra ha detto...

Prima di tutto... ciao!! e grazie per avermi pensata :)
Poi... questo post è meraviglioso.

Maraptica ha detto...

@chit: Saggia decisione, e se ci riesci... sei un mago :) A me i pensieri mi assaltano la mente e di cacciarli via non c'è verso. Ciao Chit! :)

@TuristadiMestiere: Ci dobbiamo fare un lavaggio del cervello cara! ;)

@riri: Grazie riri, sei sempre molto molto gentile. A presto!

@Fra: Finalmente sei tornata, cominciavo a preoccuparmi :) Dai, scrivi Fra!... Devi recuperare il tempo "perso" :) Passo sul tuo blog appena ho un minuto. Un grosso abbraccio

mr.Hyde ha detto...

Questo è uno dei post più intriganti, interessanti, coinvolgenti, ai quali ho lasciato un commento...La cosa divertente è che dal titolo non mi sarei aspettatato l'argomento...
Ad ogni modo, l'approccio infantile con la morte che hai avuto tu è esattamente uguale al mio...Solo che il mio, alla mia attuale età è rimasto invariato, tale e quale ad allora...Un po' più esasperato, angosciato: guardo i film e, quando muore qualcuno cerco di afferrarne le emozioni i pensieri, riviverne le sofferenze per immedesimarmi e prepararmi al grande passo..E' un periodo che mi capita di progettare una cappella per uno , una cripta per l'altro, di seguirne i lavori e frequentare cimiteri...E comunque l'idea della morte, in verità, mi affascina..mi incuriosisce...Questo "puff." che c'è fra l'essere e il non essere...
A proposito, se conosci i "Grateful Dead" tanto per restare in argomento:
http://myguitarists.blogspot.com/2011/06/jerry-garcia-con-i-grateful-dead.html

bella musica...

Maraptica ha detto...

@mr.Hyde: Non li avevo mai sentiti ma il genere mi piace molto, e poi questo album è stato registrato nell'anno della mia nascita :)
Per quanto riguarda la morte, trovo estremamente personale l'idea che ognuno di noi si fa su di essa, come del resto, ognuno di noi, si vive una vita del tutto personale. Unica. Proprio perchè non trovo ci sia una grande differenza tra la vita e la morte, ci blocca questa corporeità che ci fa soffrire nel momento dell'assenza... se solo riuscissimo ad elevarci un pò di più spiritualmente... Un saluto e grazie per le tue belle parole :)