venerdì 1 aprile 2011

Un ricordo giallo e bianco

Erano di legno, dipinte gialle e bianche. Solo a riuscire a tenerne in mano una, per quanto pesava, ci si poteva ritenere una campionessa. Al centro la vernice era andata via, a forza di batterci, la palla aveva scrostato il colore. Credo fosse agosto quando mio nonno mi portò al botteghino del giornalaio lungo mare a Pineto, mi disse di scegliere qualcosa e io, che avrò avuto si e no cinque/sei anni, restai lì più di mezz'ora ad analizzare/ipotizzare eventuali compere. Quella mattina eravamo arrivati al mare presto, prestissimo, come sempre del resto, mia nonna già si preoccupava di "ciò che avremmo dovuto mangiare per pranzo" e io avevo lasciato le formine per la sabbia a casa. Ero annoiata e volevo fare il bagno ma "no, devono passare un paio d'ore dopo che hai fatto colazione", mia nonna ha sempre adorato dire questa frase, a volte gli scappava anche quando non avevo ancora ingerito alcunché. Così, per il gusto di obiettare qualcosa. Io mi sedevo sull'asciugamano e guardavo la riva, manco mi aspettassi che da un momento all'altro fosse il mare a venire da me. Le racchette le scelsi io, mio nonno ne restò stupito e contrariato: "No nonnò, ancora sei piccola per queste, prendiamo i braccioli... o la palla.." - "No nonno, voglio queste, così ci giochiamo insieme". Mio nonno, per me, ha sempre avuto una sola riserva di "no" e se l'era giocata subito. Pagò le racchette di legno gialle e bianche e mi portò sul bagnasciuga. Mia nonna mi vide arrancare sulla sabbia bollente con la retina delle racchette, fulminò mio nonno scuotendo la testa e disse guardandomi - "Mo fattici male mi raccomando!". Parole buttate al vento, eravamo già in riva: "La vedi la parte gialla? Devi stringere la racchetta là nonnò, se non ce la fai con una mano usa tutte e due le manine". E io le usai, le usai tutte e due per ore (quel giorno) e per mesi (negli anni a seguire), le usai tornata dal mare, fuori in campagna, le usai con i miei amichetti, le usai da sola, contro il muro di casa. Un qualsiasi giorno di una non ben identificata estate ero lì che giocavo a racchette con il mio amico Diego, eravamo cresciutelli già (una decina d'anni) e riuscivamo a fare anche quindici, sedici palleggi, senza far cadere a terra la palla, io contavo - "Uno, due, tre, quattro...(vai Diego)... cinque...(oh più bassa)...sei..." e poi si sa come finisce, vai avanti con il rimbalzo e ti gasi, ti gasi si, perché il numero cresce e tu vuoi fare record. Il gioco ti prende di polso, sbagli a calibrare la forza e mandi la palla "chissàdovediavoloèfinita". Io l'ho vista passarmi sulla testa quel giorno e finire dritta dritta nel capannone abbandonato di fronte casa dei miei nonni. "Vado io"- ho detto- "...che passo meglio tra le travi di legno". Mi faccio piatta piatta come una serpe e sguscio dentro ma inciampo nel buio e finisco in ginocchio, un dolore lancinante mi prende tutta la gamba destra, mi sembra di aver preso una pugnalata sulla rotula. Provo anche a piangere ma non ho un filo di voce. Nulla. Boccheggio e cerco di alzarmi, paralizzata. Dopo un tempo interminabile riesco a mettermi in piedi, sto piangendo fortissimo ma mi ascolto solo ora. Diego è li che mi guarda tra le assi di legno e mi dice "Esci, esci Sà, che hai fatto?!... Spetta che vado a chiamare tuo nonno". Io non ricordo come sono uscita da lì dentro, ma ricordo un chiodo arrugginito grosso come un dito infilato nel mio ginocchio, ricordo le lacrime salatissime e la vicina di casa - contadinainfermieracuocamassaiaallevatriceetcetc- con l'antitetanica in mano. In campagna non si va al pronto soccorso per "ste stupidaggini!".
Mia nonna: "Che t'avevo detto?! Ti sei fatta male per giocare co ste cose di legno!".
Come dargli torto? Del resto erano passati solo cinque, sei anni, da quando nonno me le aveva comprate.

34 scodinzolii:

Baol ha detto...

Infatti, solo cinque, sei anni...sicuramente avrebbe aspettato anche dieci o venti anni per dire quella frase, certe nonne (o mamme), frasi così ce le hanno in canna pronte a sparare, per anni e anni, a volte, se non riescono a dirle prima te le scrivono pure in lettere postume.

Comunque doveva essere una antitetanica grossa come il calderone in cui è caduto Obelix da piccolo...visto che mo non ti fa una antitetanica nemmeno se ti tagli con un pezzo di ruggine con sopra un po' di ferro -,-

sempre bellissimi pezzi sui ricordi Maraptica, da restare lì impalati ad immaginarti menare tutti con le racchette gialle e bianche perché, confessa, era quello che facevi, mica ci giocavi...

Luigi ha detto...

sembra di rivedermi; è sorprendente!!!
Un abbraccio

Alligatore ha detto...

Molto coinvilgente, sia per il nome del coprotagonista che per il dramma finale. Veramente bello, un John Fante in gonnella e racchetta da tennis.

Debora ha detto...

Madò che dolore..m'è preso un senso di rattrappimento a leggere di quel chiodo..
I tuoi ricordi scavano nella mia memoria, quando anche io andavo sulla battigia a giocare a racchettoni col mio di nonno, o con la palla..
Ricordi di momenti passati che grazie a dio rimangono indelebili nella mente, come un ancora a cui aggrapparsi quando la mancanza si fa più forte..
Grazie cara Maraptica, per regalarci questi momenti!!
Un abbraccio immenso!!

paranhouse-hurt mao ha detto...

Fantastico... immaginare la piccola Sarah che zampetta concentrata per fare "record"... e stè Nonne che.. sono come il Destino, sanno sempre quel che fanno/dicono, alla lunga :-)!!

PS: ma il chiodo l' hai tenuto almeno per ricordo??

baci SarahMaraptica !!

Adriano Maini ha detto...

Storie che ci hanno aiutato a crescere, comunque. Storie che tu racconti con verve genuina.

Mr. Tambourine ha detto...

Brava, brava, brava.

nico ha detto...

Ma che bello questo racconto Saretta! Sei bravissima! Bellissimo quel "No nonnò..." seguito da quel "No nonno...", tipica espressione abruzzese la prima che io conosco molto bene e che vale sia per il nonno che per la nonna!
Mi hai fatto rivivere tante cose che ricordo anch'io.
Un abbraccione da New York, ciao

giudaballerino ha detto...

Benritrovata! Visto che non sono sparito? E ti ritrovo con un racconto meraviglioso! Certo, mentre stavi con quel chiodo piantato in gamba non credo che pensavi a quanto sarebbe stato bello raccontarlo anni e anni dopo. Detto tra noi la cosa che mi ha commosso di più è stato il termine "Nonnò", evidentemente dalle nostre parti i nipoti si chiamano sempre così...
un abbraccio

Maraptica ha detto...

@Baol: Ah ma allora sei tu quel bimbo ciacciottello che mandai al pronto soccorso per una amichevole racchettata in faccia?! vale lo stesso se ti chiedo scusa con un "pò" di ritardo?! ;)
p.s. Antiche?! :*****

@Luigi: E' bello che alcuni ricordi privati si ritrovano nel passato di molti... sono le sensazioni che vivono in ognuno di noi :)

@Alligatore: Conosci qualcuno che si chiama così?!
p.s. Per il "Fante" mi inchino e ringrazio... lo adoro, per la gonnella, non ti perdono! ;)

@Debora: Grazie a te cara per esser sempre così gentile e carina! Ricambio l'abbraccio fortissimo :)

@mao: Più che altro mia nonna ha sempre portato un pò sfiga -.-
p.s. Come no, col chiodo c'ho appeso un quadro in sala :))) CiaoMaoIlPoeta!

@Adriano Maini: Grazie Adriano, sempre gentilissimo :)

@Mr Tambourine: Sono stata attenta con gli accenti e i puntini di sospensione ;) Grazie grazie grazie

@nico: Che ci fai ancora lì?! Dai che l'Abruzzo sta pari pari come l'hai lasciato ;)
p.s. "Nonnò" è la cosa più bella che ancora oggi mio nonno mi dice :)

@giudabballerino: Ma così si fa?! Stavo per chiamare "Chi l'ha visto"! Vabbhè... il chiodo bene non m'ha fatto, è un ricordo "doloroso". Ma tu lo sai, i nonni abruzzesi (tutti i nonni credo) sono curativi :)

Alligatore ha detto...

Sì, una persona che conosco molto bene si chiama così ... o almeno credo ;)
p.s. la gonnella è per il tennis

Emy ha detto...

:-)

Pur di non ammettere di aver sbagliato a parlare certe persone rasentano l'assurdità :)

Meglio ipotizzare tutte le catastrofi del mondo...così si ha sempre ragione...prima o poi succedono...magari tra mille anni...ma intanto.

Hai un modo molto attento per raccontare le cose...mi piace molto

Paolo ha detto...

Stile Piccole Canaglie versione latina.

Maraptica ha detto...

@Alligatore: In tal caso sei perdonato, no perchè io, di gonnelle, non ne ho mai messe ;)

@Emy: Quanto hai ragione Emy! Ti ringrazio ma... ti sei fermata con le tue creazioni?! :) Forza con la creatività ;)

@Paolo: Ah ma io non sono mai stata una monella! O forse solo un pò. Okkey parecchio ;)

Totò ha detto...

Mia madre, per ovviare all'infortunio tipo quello cui andasti incontro tu, mi comprò un giorno una racchetta di plastica con una pallina di gommapiuma. La pallina era collegata alla racchetta tramite un cortissimo filo elastico. In simili condizioni risultò assai difficile giocare in compagnia. Il giorno in cui me la regalò lo ricordo come se fosse ieri, era l'estate dell'83 e avevo da poco compiuto diciassette anni.

cristiana2011 ha detto...

Ti rompevano, ma ora sono ricordi impagabili!
Quanto sei simpatica.
Cristiana

Baol ha detto...

Beh, per ricordarmi in mezzo a tutti quelli che hai mandato al pronto soccorso devi davvero avere una gran memoria...oppure io ero molto cicciottello...

:D*

Antiche?!...sei vintage pure quando fai finta di non capire cos'è l'antitetanica :D

Cavaliere oscuro del web ha detto...

Un bel racconto di ricordi del passato.Ti auguro una serena giornata;saluti a presto

Pupottina ha detto...

ciao Maraptica
mi rivedo nel tuo racconto... mi rivedo al mare con mio nonno... che bel periodo! come ero spensierata!

riri ha detto...

Fai sognare quando racconti, a parte la disavventura del chiodo. Sei bravissima!
I nonni sono così, soprattutto le nonne:-)Ti abbraccio.

TuristadiMestiere ha detto...

mia madre: assolutamente no non se ne parla hai appena fatto colazione il bagno non si fa in piena digestione e non ti sedere direttamente sulla sabbia che ti buschi un'infezione attenta a dove metti i piedi che ci stanno le tracine e sai che dolore te l'avevo detto di non bere l'acqua che c'era ancora il ghiaccio dentro ti fa male la pancia adesso oggi niente bagno! O mio Dio ma che incubo era??? :P

Maraptica ha detto...

@Totò: Non vale, la palla deve esser libera di perdersi e tu abbastanza bravo da non perderla ;) Ma tua madre l'aveva pensata bene, volpe! ;)
p.s. Ma a 17 anni non eri già un pò grandino per queste cose?! -.-

@cristiana: Si, sono i miei ricordi e sono felice di averli. Grazie cara :*

@Baol: Ti ricordo perchè mangiavi sempre ed avevi due occhi proprio belli :-P
p.s. Io non sono vintage, tuttalpiù sono casual! Tze :***

@Cavaliere oscuro del web: Grazie, anche a te :)

@Pupottina: I nonni, preziosissimi, e chi se li scorda?! :) Ciao Pupottina

@riri: Io ci provo, mi fa piacere che "arrivi" :)
Non so se è stato peggio il chiodo o mia nonna ;) Un bacio

@TuristadiMestiere: In realtà ti dico, mia madre credo sia stata (ed è tutt'ora) una delle mamme meno apprensive esistenti sulla faccia della terra. Mi ha sempre spinto a "provare" senza paura, ad "osare" con certezza e determinazione. Un ottimo modello. Ovviamente mia nonna ha fatto il lavoro d'apprensione per due ;)
p.s. Ma tu te la sei scialata lo stesso vero cara??? :-DDD

Mrs Quentin Tarantella ha detto...

Tu proprio sei sincera e rotonda quando racconti, come un sorso di quel vinello rosso del contadino delle colline parmensi dove vado a volte...
Piccole Visioni del passato (che un pò sono anche presente...)

ti abbraccio :-)

MrsQT

giardigno65 ha detto...

ste cose di legno ...

Totò ha detto...

Dici che ho avuto una fase prepuberale troppo lunga?

Grace (ma gnappetta della Val Gina) ha detto...

Tu hai la capacità di illustrare con le parole i tuoi ricordi. Ogni volta che ti leggo ho come l'impressione di aver visto delle immagini. Fotografie..anche un po' ciancicate, ingiallite e per questo ancora più belle!
Quel "nonnò" l'ho sentito, non l'ho letto..per favore di' a tuo nonno che ha una bella voce, RASSICURANTE :)
Bacione

Maraptica ha detto...

@Tarantella: Mi piace sapere di vinello locale :))) Bella amica mia :*

@giardigno65: Detto così si che sa di cosa "grave", racchettoni non rende la loro intrinseca pericolosità ;)

@Totò: Tu che dici Salvatò?!

@Grace: Glie lo dico a nonnetto mio, ma già mi vedo la sua faccia quando gli urlo in un orecchio: "Ha detto Grace...." - "CHI???" - "Grace" - "E chi cazz è?!" :)))

Gians ha detto...

Che piacere conoscerti. :)

TuristadiMestiere ha detto...

più mia madre era apprensiva e più mi lanciavo in imprese folli. Il reparto di ortopedia dell'ospedale lo conoscevo come le mie tasche :P
Nonostante questo, me la sono "scialata" alla grande. E, per fortuna, non ho paura di (quasi) nulla :D

Maraptica ha detto...

@Gians: Piacere mio ;)

@TuristadiMestiere: E ci credo, da brava scorpioncina quale sei! :***

Aly ha detto...

I ricordi d'infanzia sono sempre bellissimi..e un pò dolorosi nel tuo caso direi! dopo tutto te l'aveva detto la nonna che t saresti fatta male..una veggente, eh? ;)
un grandissimo abbraccio

Maraptica ha detto...

@Aly: Come ho già scritto su, veggente no... semplicemente te la tirava! Hahahahahah Ciao dolcezza :*

chit ha detto...

Da quello che percepisco quei cinque, sei anni sono stati indimenticabili e questo più delle parole alla fine conta!?!

p.s. però Diego la "cavalleria" non sapeva proprio cosa fosse mi sembra...

Maraptica ha detto...

@chit: Certamente, sono i miei ricordi preziosi :)
p.s. La realtà è che io ero un maschiaccio :)))