Nella mia pausa voglio concedermi un post. Forse quando vengono a galla i pensieri è sbagliato lasciarli lì "in ammollo", li voglio prendere uno ad unno e stenderli al sole, farli asciugare, scoprirne il vero significato. Negli ultimi giorni sono "inciampata" spesso nel discorso immigrati. La ritengo una questione talmente delicata che quasi sempre non mi sento all'altezza per poterne discutere, ciò non vuol dire che non abbia le mie idee, le ho ben chiare, stampate in mente.
...Da quel lontano 95, quando nel mio piccolo paese arrivarono un gruppo di albanesi: la guerra in Jugoslavia era sul volgere definitivo e tanta, tantissima gente, era fuggita da quella carneficina. Il comune chiese al parroco del mio piccolo paesino di mettere a disposizione alcuni suoi immobili (mi stupisco ancora ora di quante case finiscano in mano alla chiesa quando gli anziani senza parenti passano a miglior vita)per ospitare queste famiglie e, siccome la casa di Dio è aperta a tutti, ciò che il religioso chiese in cambio, fù solo un "normale" affitto mensile. Il Comune non fece un fiato (io avrei proposto il rogo in piazza del parroco) e gli immigrati vennero ospitati gratuitamente nell'ospizio dietro casa mia. Tra di loro conobbi "lui", era un ragazzo che aveva 2/3 anni più di me, scappato dalla sua terra, aveva lasciato un fratello morto sotto il crollo della sua abitazione, ed il padre ricoverato in un ospedale di fortuna in Albania. La madre era una donna di mezza età, la osservavo spesso mentre sedeva in silenzio, fino ad allora non avrei mai creduto che si potesse guardare il vuoto così a lungo. "Lui" mi veniva spesso a riprendere a scuola, cercavo di insegnargli qualche parola in italiano e mi faceva sorridere quando ripeteva come un'eco la mia voce. Avvertivo che si trattava di un ragazzo molto intelligente, troppo serio per la sua età, non c'era più traccia di spensieratezza in lui, ma apprendeva velocissimamente e stava sempre lontano dai guai e dalle provocazioni dei più sciocchi. Mi ritrovato sempre più spesso a difenderlo dai quattro scemi di paese annoiati e a volte mi arrabbiavo anche con lui: avrei voluto che reagisse a quegli spintoni, agli sputi che puntualmente gli ricoprivano i vestiti. Ma non ho mai visto nei suoi occhi un'altro sentimento che non fosse la tristezza, capii solo più tardi che quando gli occhi incontrano la guerra e la morte, tutto il resto perde importanza. Passò qualche mese e tutti quelli che un tempo furono i miei amici, mi volsero le spalle. Per strada più nessuno mi salutava e io, con i miei 14 anni, stentavo a capirne il perchè. A casa mi ritrovavo spesso a piangere: combattuta dalla mia vita di sempre e dal desiderio di alleggerire il dolore a questa persona. Mia madre mi ripeteva che non c'era nulla di sbagliato, che erano gli altri sbagliati, che dovevo fare ciò che sentivo, che la gente si sarebbe stufata presto di sparlottare e di giudicare... Io ho sempre amato mia madre per i suoi ideali e per la sua forza. Poi la guerra finì... e "lui" ripartì per la sua terra. Da allora mi sono domandata tantissime volte che fine avesse fatto. Ora, a distanza di quasi 15 anni, vorrei poterlo ringraziare, dirgli che è stato lui ad insegnare qualcosa a me...
Oggi mi guardo intorno, sono passati molti anni e la gente che un tempo mi fece piangere e offese senza motivo un'altra persona... non è affatto cambiata. Voglio capire perchè gli anni e la crescita non hanno portato ragionevolezza in queste persone. Vorrei chiedere ad ognuno di loro cos'è la guerra, la fame, la malattia... E c'ho anche provato: "se ne devono tornare a casa loro" (se solo avessero una casa ed una vita), "italiani si nasce" (manco fosse una cosa di cui vantarsi?!), "Vengono a rubare a casa nostra" (la fame e la povertà rendono l'uomo ladro, questo è l'esempio lampante di cosa crei un forte squilibrio delle ricchezze nel nostro precario mondo)... Le "frasi comuni" mi rendono particolarmente nervosa, perdo il senso del discorso e la ragionevolezza... e rischio di scendere al loro basso, squallido, livello. Auguro ad ognuno di noi non poter mai intravedere la sottile linea tra il "vivere" e il "sopravvivere", anche noi siamo stati poveri, anche noi siamo emigrati (e siamo stati così bravi e corretti che ci siamo portati un pò di mafia anche in America)... peccato che la memoria dell'uomo sia così corta.
p.s. Ivano Fossati ha scritto e cantato questo capolavoro.
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23 scodinzolii:
Eh, sarah sarah. io sono anni che ho smesso di interrogarmi chiedendomi se le persone cambiano oppure no.
E' una campagna diffamatoria incredibile quella che è in atto..
Come al solito sono d'accordo in linea di massima. D'accordo sul principio dell'integrazione e della non discriminazione. Tuttavia mi sento di dover aggiungere di NON essere d'accordo su quel solito discorso troppo "umanitario" che spesso c'è dietro questo pensare.
Io sono italiano e ne vado fiero. Fiero quanto ne va fiero uno spagnolo, un inglese, un tedesco, un francese o un albanese,rumeno o quello che sia. Ognuno è fiero delle proprie origini e quindi io non sminuirei l'Italia guardandola dall'alto... come se fosse stata una PUNIZIONE o una SCELTA CHE SI SAREBBE EVITATA nel caso ci fosse toccato decidere con la nostra testa.
Detto questo, anche i numerosi barboni, senza tetto, indigenti e poveracci che si trovano in giro ormai anche nelle cittadine più piccole NON HANNO CASA E NON HANNO FAMIGLIA .... e SONO ITALIANI !!!
Quindi, se si deve mettere in campo questa umanità, si dovrebbe offrire la stessa opportunità ANCHE all'italiano.
Non bisogna fare in modo di dire: "ecco gli italiani. Tutti ti sputano addosso MA IO NO, anche se sei .. (straniero)". Non dev'essere QUESTO il movente.
Anche perchè per ogni vessazione di italiani nei confronti di stranieri, si può nominare una vessazione di stranieri verso gli italiani.
Non sto dicendo che quindi E' GIUSTO COSI', ma solo che non si può giocare la carta del: "Non sono tutti cattivi", perchè anche gli italiani "Non sono tutti stronzi".
Tutto qua!
Ciao!!
@Andrea... credi sia troppo ingenua?
@Giovanni: In linea di massima sono... in disaccordo (ma non mi sembra una novità tra me e te non trovi?). Italiani non si nasce, come non si nasce degni di portare il nome di una Nazione, ci si può ritenere tali quando ci si comporta da persone civili. Ma su questo forse ha ragione VxVendetta, è una campagna diffamatoria terribile quella che stiamo vivendo, non c'è appellativo che regga, in conclusione: "italiano" è solo una parola, null'altro.
Stiamo parlando di clandestini Giovanni, se affrontassimo il discorso "barboni" il mio pensiero sarebbe identico, lo squilibrio della ricchezza si vede anche all'interno del nostro popolo, non credi?!
Certo che non tutti gli italiani sono stronzi: guarda me e VxVendetta! ;) Scherzi a parte, siamo tutti umani e come tali, cattivi, buoni, arrabbiati, felici... etc etc...
Un saluto
In linea di massima sono daccordo con Giovanni,il discorso fila.
...ma sono anche daccordo con te SarahMaraptica....
In "quegli anni"...quando gli Albanesi arrivarono in massa,nel mio paesino si stabilirono sia brave persone (alcune sono perfettamente integrate tuttora con lavoro e famiglia,lingua),ma insieme a loro si stabilirono anche dei delinquenti veri,immagina i disagi che crearono in un paesino dove vedi sempre le stesse facce e ci si conosce tutti (per fortuna nel giro di qualche mese vennero inquadrati e allontanati),questo solo per dire che tutto il Mondo è Paese,anche oggi,tra Italiani e Stranieri non saprei dire chi si comporta meglio o peggio...probabilmente tutti allo stesso modo,dipende da che ramo vieni.
La tue osservazioni e quelle di Giovanni mi sembrano entrambe vere,giuste.
Bello risentirti e rivederti!!
ciao SarahMaraptica :) !!
La Nazionalità è una fortuna. Nascere in Italia con i suoi difetti è una fortuna. Nascere in Mali è una sfortuna. Se prese singolarmente le due nazioni.
La fierezza viene quando sei tu che porti alla nazione ad un "livello" superiore. Non perchè semplicemente ci nasci. E questo non vuol dire essere patrioti. Patrioti vuol dire amare la propria nazione, senza dimenticare che all'esterno di quattro confini politici e geografici, c'è una realtà ben diversa.
Se l'Italiano sta bene, è perchè questa concezione di economia ha portato al fatto di estirpare da una parte e dare all'altra. Senza equità sociale ed economica.
La solidarietà, come dice Giovanni dovrebbe essere anche per i barboni. Ma i barboni in questo caso hanno la sfortuna di essere italiani appunto. Se gli diamo un lavoro, questo verrà pagato come un italiano. Se invece lo diamo allo straniero, lo paghiamoc ome uno straniero. Che è sempre meno dell'italiano. Ecco cosa è la solidarietà.
Prendiamo il lato chiesa. La chiesa non ha da pagar affitti, non paga tasse. Perchè? e chiede sempre soldi. Perchè? Se io vivessi senza tasse, cavolo sarei non ricco, di più. e loro come possono sempre essere a corto o aver bisogno di soldi? e chiedere pure l'affitto a persone degenti?
Questa è ipocrisia. E come ripeto, l'Italiano non si deve sentire migliore degli altri, dei francesi, dei tedeschi degli inglesi. Perchè l'Italiano non è migliore di loro neanche un po'. E' eguale.
Se viviamo in una nazione che impone i dettami cristiani e morali in cui il prossimo deve essere rispettato, perchè non lo facciamo mai?
Perchè adoriamo politici che rubano?
Perchè adoriamo al contempo forme di violenza gratuita?
Perchè la violenza è semplicemente più dolce. E' facile.
Il bene, o il semplice dover civico, costa fatica. Costa.
E il costo è sempre il punto fermo di ogni cosa.
Per sarah.
rimettiti presto ok? e passami almeno a salutare.
Ah, ovvio che la penso in modo quasi eguale a te. Se po la penso come te, dovrei sposarti. E nu ciò soldi ç_ç ;)
Bellissimo questo pezzo Sarah, è sempre piacere leggerti.
Per tornare alla questione, io credo che l'ignoranza giochi un ruolo fondamentale nella questione.
Per rispondere a Giovanni: non si può essere fieri di essere italiani, ma non per motivi antipatriottici o stronzate simili, ma perchè non ci si può vantare di fatti compiuti di qui tra l'altro non si ha nessun merito. Ci si può vantare ed essere orgogliosi di una promozione, di una vittoria, su qualcosa di cui ha merito. Ma essere italiani non è un merito.
Sarebbe come vantarsi di avere gli occhi azzurri o di essere bianchi di pelle.
Ciao Sarah, ti aspetto, un bacione!
@mao: Certo che tutto il mondo è paese, è l'uomo ad essere piuttosto monotono oserei dire ;) Non ho mai scritto che "loro" sono buoni e "noi" cattivi. Ho analizzato delle vicende e ci ho fatto su delle riflessioni. Un bacione a te mao :*
@Le Favà: Io non la penso quasi eguale a te, ma eguale a te. Pari pari. Ma tranquillo, anche io non ho soldi per proporti un matrimonio (puoi tirare un sospiro di sollievo) ;) Non sto commentando i tuoi post, sappi che li sto leggendo.... Un grosso abbraccio.
@Manu: Si, l'ignoranza svolge un ruolo fondamentale in tutto ciò. Come darti torto?! L'hai detto come fosse un paradosso: ma c'è davvero chi si vanta di avere pelle bianca e occhi azzurri... La demenza non credo abbia limiti!
Un bacione anche a te
Ciao , sono Silvestro, c'è un detto dalle mie parti che dice che "chi nasce tondo, non muore quadro" cioè che le persone non cambiano, forse possono farlo esternamente o per poco tempo, ma non cambiano.
hai fatto bene, in chiusura di post a sottolineare il fatto che siamo stati anche noi italiani degli immigrati e che la memoria degli uomini è corta.
Ciao.
Mi libero ora da mille impegni. E non tiro nessun sospiro di sollievo ;)
Ti ho letto oggi infatti ti ho anche risposto appena ne ho avuto il tempo. Ti ringrazio. E ti ringrazio ancora qui per il consiglio su quel libro.
Ah, tengo l'abbraccio e rinnovo il "Stammi bene".
Ciao ;)
un bellissimo post, penso come tante persone anche io ho avuto la fortuna di incontrare spessissimo realtà diverse dalla mia, non mi è mai piaciuto parlare di nazionalità, mi piace pensare di decidere che da domani vado a vivere dall'altra parte del mondo e mi sento sempre a casa mia.. e penso che ogni persona che arriva in un paese diverso da quello in cui e nato dovrebbe sentirsi in casa propria, nascere qui o li e solo un caso bisogna sempre ricordarsi che saremmo potuti nascere in posti completamente diversi e in condizioni completamente diverse....
La paura del diverso (ke sia per nazionalità, religione..) è un qualcosa ke vedo purtroppo anke qui da me così cm le semplicistike frasi offensive di ki la guerra, la fame, la miseria, non sa neanke cosa siano. Molto bello questo post perkè mi fa pensare a tt le persone conosciute ke ora nn so ke fine abbiano fatto e delle lotte, cm anke tu scrivi, ke ci si ritrova a combattere in nome della fratellanza e della solidarietà (due principi ke da essere umano e da cattolica tendo a non dimenticare, a differenza di quel prete o di ki va a messa tutti i giorni e poi si dimentica cosa vuol dire essere credenti). Grazie x questo post ke fa sentire "noi" tutti, ke viviamo cm te, un pò meno soli.
um abraço ^^
@Il mondo di Silvestro: Il tuo detto, caro Silvestro, viene usato anche qui da noi in Abruzzo. A dimostrare davvero che la natura umana è così scontata e poco propensa a migliorarsi???!!! Grazie per il commento, un saluto.
@Le Favà: :*
@calendula: Il tuo è un pensiero bellissimo e dovrebbe essere realmente così, ma ho paura sia solo pura utopia. Sì, potremo ricordarci che saremmo potuti nascere altrove... ma vorrebbe dire "mettersi" in discussione, quasi nessuno vuole farlo. Vengo a leggerti presto...
@Aly: Ti avevo "promesso" un post satirico, ma il blog va da sè, io ci scrivo solo sopra... :)
Siamo tutti insieme... un pò soli. Grazie a te per il commento :*
Off topic, ma volevo risponderti al commento sul mio post.
Due parole: mi manchi.
Malex
@Malex: Torno presto a "controllarti" su "The Fly"... e appena ho due minuti ti scrivo! :*
No, non è questione di ingenuità.
Dobbiamo difendere anche l'ovvietà, purtroppo. Ho solo realizzato che fermandomi a quel ragionamento, non avrei trovato soluzioni.
Il che non significa che qualcuno non possa arrivarci passando da una seria analisi del cambiamento interiore altrui.
@VxVendetta: E "svoltando" per altre vie, hai trovato soluzioni da propormi e spiegarmi? Io non so vedere che l'anima dell'uomo come nucleo di partenza per ogni fenomeno che ci riguardi. Non saprei da dove altro partire...
Dico, mica ti sarà sfuggito il DDL Orsi? Se sì guarda qui e inorridisci...
http://www.youtube.com/watch?v=px7tH28XffQ
@3my: Figurati se ero all'oscuro di questa cosa... gli ho scritto anche una letterina (cartacea)... il contenuto non lo dichiaro! ;) Oltretutto, rispondendo ad un post di VxVendetta, postai il link dove tutti possiamo mettere una firmetta contro questo scempio.... lo riporto anche qui:
http://www.baseverde.org/petizioni/petizione-bozza-legge-orsi-caccia/
Un bacio
No, perchp infondo l'animo umano è insondabile. L'involucro esterno, che lo racchiude pero', può essere più o meno spesso, più o meno rigido.
Non so se hai presente la teoria della Johari window... puo' aiutare molto.
Sono un autodidatta della vita, io!
Come tutti, del resto.
@VxVendetta: Non conosco questa teoria... corro ad informarmi.
Passo di qua per un saluto.
Che non fa mai mai male.
@Troppo, ma troppo, gentile ... ;)
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